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La discarica di Lentini resta aperta, ma sui costi sale la protesta dei Comuni

La sede della Sicula Trasporti

Emergenza rifiuti scongiurata, almeno per il momento. La paventata chiusura della discarica della Sicula Trasporti, nel territorio di Lentini, è stata rinviata. Cancelli aperti fino al 29 marzo, quando si terrà la riunione convocata con urgenza dalla Regione. Ad attendere con ansia l’esito del confronto sono in primo luogo i sindaci dei174 Comuni, prevalentemente della Sicilia orientale, che conferiscono i rifiuti nell’impianto sottoposto ad amministrazione giudiziale dopo l’Operazione Mazzetta Sicula della Guardia di finanza nel giugno del 2020.

Per gli enti locali il costo delle discariche cresce costantemente e incomprensibilmente, si potrebbe dire di pari passo con l’aumento della differenziata. Un paradosso. Basta citare il caso del Comune di Catania dove, proprio in base alla richiesta di adeguamento del prezzo richiesto proprio dalla Sicula Trasporti, il Consiglio comunale alla fine del 2022 ha dovuto prevedere in bilancio 16 milioni in più l’anno, pari ad un aumento del 18%, dopo che nella stagione turistica le strade erano impercorribili, anche in centro storico, a causa delle montagne di sacchetti di spazzatura. «Fermiamo la dittatura delle discariche. Noi sindaci siciliani siamo sotto ricatto: “O paghi subito quello che ti chiediamo noi, oppure sono fatti tuo”. E i Comuni pagano, perché l’alternativa sarebbe avere i rifiuti in strada. Oltre ai cittadini in rivolta..», ha dichiarato Marco Corsaro, sindaco di Misterbianco, uno dei più popolati centri del Catanese, componente del direttivo Anci Sicilia. Nell’ultimo anno, la tariffa di Sicula trasporti è salita da 100 a 350 euro a tonnellata.

«Ora siamo arrivati a 380 euro - e noi sindaci siamo costretti a darglieli, anche 400, sapendo perfettamente il rischio che corriamo. I cittadini non ci capiscono più perché si impegnano a fare la differenziata, ma poi ricevono bollette sempre più care. Così il sistema salta alla base», ha aggiunto Corsaro, che evidenzia il fallimento delle Srr e auspica una strategia decisa: «Piattaforme locali per la differenziata, non realizzate dalle Srr, che hanno fallito uno dei loro obiettivi prioritari, e l’avvio della stagione dei termovalorizzatori, che sono necessari. Nell’immediato la Regione deve intervenire per calmierare i costi di conferimento».

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