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CONSIGLIO COMUNALE

Siracusa, scontro in aula sulle aree per l’edilizia privata

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L’esponente dell’opposizione Salvo Sorbello: «Provvedimento penalizzante per la città e soprattutto per le fasce deboli». Ritirata la delibera

SIRACUSA. Tensioni a palazzo Vermexio su provvedimenti in discussione ma anche sulla gestione delle riunioni. Nella seduta di giovedì le polemiche in aula hanno rischiato di ”degenerare” per un diverbio tra il presidente dell’assemblea Leone Sullo ed il consigliere del Pd Simona Princiotta. Polemiche su procedure che hanno surriscaldato l’ambiente.
Ma in aula l’aria era già pesante dopo la discussione sulla proposta, poi ritirata dall’amministrazione, inerente l’utilizzo di aree destinate all’edilizia economica e convenzionata per l’edilizia privata. «A parole la maggioranza proclama di essere contro la cementificazione e di opporsi a nuove costruzioni - ha detto il consigliere di Progetto Siracusa Salvo Sorbello - nei fatti l’assessore all’urbanistica propone in maniera ufficiale di destinare nuove aree all’edilizia residenziale libera, sottraendole a quelle per l’edilizia sovvenzionata e agevolata, vale a dire cooperative e alloggi di proprietà pubblica per i nuclei familiari più deboli». l provvedimento è stato assunto all’inizio dello scorso luglio ed approvato a settembre in commissione Urbanistica.

«La maggioranza del Vermexio - ha detto ancora Sorbello - avrebbe voluto introdurre una quota addirittura del 30 per cento delle vaste aree adesso destinate all’edilizia sovvenzionata e agevolata, per piani di lottizzazione di iniziativa privata, secondo i parametri urbanistici previsti per l’insediamento di edilizia residenziale libera».  «In pratica - ha spiegato il consigliere di opposizione - dove dovrebbero sorgere alloggi per famiglie in situazione di disagio sociale, avrebbero potuto invece essere costruite delle enormi ville per ricconi di casa nostra». Il ritiro del provvedimento non ha comunque sedato le polemiche. «Restiamo preoccupati - ha concluso Sorbello - per il fatto stesso che una idea così penalizzante sia stata tradotta in una proposta di delibera ufficiale».

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