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CATANIA

Salvataggio Lukoil Priolo, per il ministro Urso un aiuto dall'Eni: «I cancelli restano aperti»

Adolfo Urso, Siracusa, Economia
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso

L’Eni in soccorso della raffineria di Priolo Isab-Lukil: una prospettiva disegnata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che si trova a Catania alla Festa del Tricolore organizzata da Fratelli d’Italia.

«Con il nostro decreto legge - spiega Urso -il governo si assume la responsabilità di realizzare un’amministrazione straordinaria temporanea avvalendosi anche di una società petrolifera che opera nel settore, che potrebbe essere l’Eni, e questo darà garanzia di continuità produttiva. Nel contempo stamattina ho ricevuto dall’autorità americana Olaf la garanzia che le banche che finanzieranno le operazioni ponte non siano sottoponibili a sanzioni americane».

Urso è sicuro che «i cancelli rimaranno aperti. Il polo di Priolo rimarrà in attività e questo credo possa essere un segnale rassicurante non solo per i lavoratori che sono dell’Isab ma per tutto l’indotto, parliamo di 10 mila persone che vivono intorno e con la raffineria con le loro famiglie e in più una raffineria che consente di avere un approvvigionamento energetico con una quota pari ad oltre il 20 per cento dei prodotti raffinati nel nostro Paese».

Ma non c'è solo la Lujkoil nell'agenda del ministro, a proposito dei rapporti Stato-Regione Siciliana. «Domani incontrerò il presidente Renato Schifani - dice Urson - per parlare delle altre questioni. Ci siamo sentiti ogni giorno sul dossier Lukoil e non solo. Il dossier Lukoil è un esempio del nostro impegno sulla politica industriale e sulla politica in Sicilia nel Mezzogiorno ma ce ne sono altri: il dossier che riguarda la crescita dell’Etna Valley, che deve diventare un polo europeo e globale, quello che sarà l’economia del futuro, così come altri dossier critici che riguardano Termini Imerese, piuttosto che vicende che si trascinano da troppo tempo».

Urso ha parlato anche della manovra economica del governo, dicendo che «è l’inizio di una rotta che noi stiamo realizzando ed è molto facile capire in che direzione andiamo. Da una parte fronteggiamo l’emergenza: due terzi della manovra sono destinati a fronteggiare l’emergenza energetica che è stata determinata dall’invasione dell’Ucraina ma anche dall’inadempienza europea perché aspettiamo tutti da troppo tempo il tetto al prezzo del gas».

Uno dei nodi sollevati è quello del credito d’imposta al Sud. «Come ha già annunciato ieri il ministro Giorgetti alle commissioni competenti del Parlamento - ha detto Urso - il governo sta lavorando per trovare risorse al fine di rifinanziare il credito d’imposta per il Mezzogiorno e quindi, in questo caso come in altri, perché il cantiere è il Parlamento, saranno presentati emendamenti specifici».

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