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Tornano a splendere le pitture murali di Noto

NOTO. Dopo anni di incuria, ma anche di grossolani interventi e indelicate stuccature per coprire alla meno peggio le diverse fessurazioni, le pitture murali, oggi definite veri capolavori, sono tornate a splendere: sono quelle della chiesa di santa Maria alla Rotonda, all' interno della confinante canonica, in via Salvatore La Rosa. Si tratta di singolari opere d' arte realizzate con colori acrilici dall' artista campano Quirino De Ieso, a partire dall' inizio degli anni Settanta e fino al 1985.

L' intervento di restauro, voluto dal parroco don Franco Santuccio, è stato eseguito da Teresa Tropea, restauratrice accreditata presso la Soprintendenza ai Beni culturali e Ambientali di Siracusa, e dai suoi collaboratori Ramona Scamporrino e Sabrina Ca scio, sotto la direzione tecnico scientifica di Salvatore Russo, già referente del Centro regionale Progettazione e Restauro di Palermo. E ora i tesori della canonica, per lungo tempo nascosti, , possono essere nuovamente ammirati, anche a seguito di una più moderna quanto sofisticata illuminazione.

Rientrano nel circuito delle opere d' arte moderne «esposte» in città. «Proprio così. Come parroco della chiesa - dice don Franco Santuccio - portavo nel cuore il restauro del complesso pittorico della Sala Quirino. È stato grazie alla generosa e spontanea partecipazione di alcuni fedeli - afferma il prete - che abbiamo potuto riportare all' originale bellezza l' opera pittorica realizzata più di quarant' anni fa dall' artista di San Giorgio La Molara, autore di quadri anche per i cardinali Pappalardo e Casaroli». Delle quattro pareti della Sala, a pianta rettangolare, tre presentano temi precisi: della Tragedia, con una forte colorazione scura, della Speranza, con il cielo che mostra un intreccio meno complesso, e della Salvezza, con il Crocifisso che ha il capo rivolto verso l' umanità.

Propriamente si ha un unico affresco seppure in tensione dinamica, mentre la quarta parete - ultima ad essere realizzata, sul finire degli anni Ottanta -, tratta l' Universo, l' origine della vita. I tre tondi, sul soffitto, rappresentano Dio creatore, la Sacra famiglia e Dio Trinità. A prevalere è l' azzurro, accompagnato dalle calde tonalità del giallo oro.

«Gli interventi di restauro realizzati sulle superfici dipinte e sul loro supporto - spiegano i tecnici che hanno eseguito gli interventi - sono stati finalizzati al rafforzamento dei materiali, al ripristino della loro funzionalità e al miglioramento della leggibilità dell' insieme e delle singole partiture decorative. Dal punto di vista tecnico, è stato eseguito un intervento tradizionale composto da diverse operazioni, come il consolidamento degli intonaci e della pellicola pittorica, la pulitura delle superfici, la stuccatura delle lacune, l' integrazione pittorica e la protezione finale». E ora, dopo anni di oblio, ma anche di errati interventi, le opere d' arte sono tornate a splendere. E pronte per essere ammirate.

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