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LA DENUNCIA

Cane legato a un'auto in corsa e torturato a Priolo Gargallo: "Inorriditi da tale crudeltà"

Un cane legato a un'auto in corsa e trascinato in una strada di Priolo Gargallo. A scoprirlo alcuni volontari di un'associazione animalista che, dopo aver tentato di fermare l'uomo, hanno dovuto assistere alla sua fuga.

Una indicibile tortura verso un animale è stata denunciata dalle associazioni animaliste nel siracusano. «A Priolo Gargallo, in provincia è stato trascinato un cane tra la masseria Scrivilleri. Quando è stato fermato dai nostri amici volontari, l’uomo è scappato», affermano in una nota congiunta Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape) e Ilaria Fagotto, presidente della Lega Antispecista Italiana (Lai).

«Siamo inorriditi da tanta crudeltà - affermano in una nota congiunta Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape) e Ilaria Fagotto, presidente della Lega Antispecista Italiana (Lai) - Il cane è stato portato con urgenza dal primo veterinario, ma è deceduto tra atroci sofferenze. E’ inaccettabile che simili crudeltà possano essere tollerate. Ci sono tutti gli elementi (foto e video) perché le autorità procedano ai sensi di legge contro l’autore di questo atto bieco. Auspichiamo una intensificazione dei controlli sul territorio finalizzata a prevenire maltrattamenti degli animali e nuovi abbandoni di animali d’affezione. E’ un atto vile, crudele, che non possiamo tollerare. Siamo stanchi di raccontare storie di animali maltrattati, torturati e uccisi. Coloro che si macchiano di questi orribili reati devono pagare. Ci costituiremo parte civile per assicurarci che questa vittima indifesa abbia giustizia».

«E' arrivato il momento - conclude la nota - che il legislatore inasprisca le pene per chi maltratta e uccide gli animali. Ricordiamo che il punto 22 del programma di Governo Pd-M5s prevede di 'rafforzare la normativa per tutelare gli animali, contrastando ogni forma di violenza e di maltrattamento nei loro confronti. Chiediamo con urgenza al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, di tenere fede agli impegni assunti di fronte a milioni di cittadini: si deve ripartire riprendendo il DDL S. 1078 a firma del senatore Gianluca Perilli (M5s), oppure sbloccando il PDL n. 847 dell’on. Patrizia Prestipino (Pd)».

Sul caso sono intervenuti gli avvocati del responsabile del fatto, Donata Posante e Graziella Vella: “Si tratta di un evento che per, quanto ragionevolmente impressionante anche per le tristissime immagini diffuse sul web, non è stato volontariamente posto in essere dal nostro assistito. Il cane infatti non è come è dato leggersi su alcuni articoli di stampa un cane randagio ma era accudito da circa quindici anni dall’odierno indagato presso la propria campagna. Ieri, dopo essersi fermato di ritorno da una passeggiata fatta con il proprio animale nei pressi della proprietà, il nostro assistito al fine di evitare che l’animale, oramai anziano, si allontanasse senza riuscire a trovare la strada di casa – come avvenuto in qualche occasione in passato – lo ha ancorato per brevi minuti alla propria autovettura".

Ma appena risalito in auto avrebbe dimenticato il cane legato alla vettura. "Solo dopo l’intervento di alcuni passanti inorriditi dalla scena - spiegano i legali - il nostro assistito ha potuto avvedersi e ricordarsi di avere fatalmente dimenticato il proprio cane legato all’auto".

© Riproduzione riservata

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