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Tutto fermo per l'ospedale di Siracusa, parte lo sciopero della fame

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«La Regione fa finta di non ricordare che la competenza sulla scelta dell'area dove sarà costruito il nuovo ospedale è del consiglio comunale».

L'ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo insieme ai consiglieri comunali Mauro Basile e Salvatore Castagnino hanno iniziato ieri uno sciopero della fame contro l'impasse nella quale è finita la procedura per la costruzione della nuova struttura sanitaria cittadina. L'ex parlamentare e i due esponenti dell'assemblea cittadina, oltre ad astenersi dal cibo, hanno anche protestato con un sit-in, ieri mattina, all'ingresso dell'ospedale «Umberto I» indossando una maglietta con la scritta: «Basta ritardi».

Lo sciopero della fame da parte di Vinciullo, Basile e Castagnino, è scattato perché ormai da settimane non si hanno più notizie della perizia chiesta dall'Azienda sanitaria provinciale sull'area dove dovrebbe sorgere il nuovo ospedale. Il consiglio comunale, per ben tre volte, ha votato e approvato l'area della Pizzuta, l'ultima proprio dopo una richiesta della Regione. Nonostante il voto del consiglio comunale, è stata comunque chiesta una perizia. «Quanto sta accadendo ci lascia basiti - spiega Vinciullo - prima di tutto perché la Regione non può pensare di tenere ostaggio il risultato della perizia, come fosse competenza di Palermo decidere su questo aspetto quando invece sappiamo benissimo che l'unico che può decidere su quale area dovrà essere utilizzata è il consiglio comunale. Per questa ragione la perizia non può essere ancora bloccata, non possiamo subire altri ritardi e in ogni caso è sempre il consiglio comunale che deve prendere l'ultima decisione. Anche l'area della Pizzuta fosse messa in discussione sarebbe comunque l'assemblea cittadina a dover decidere, questo forse non è chiaro al presidente della Regione e all'assessore regionale alla Sanità».

L'ex deputato regionale e i due consiglieri comunali sono decisi a proseguire la protesta fino a quando non arriveranno segnali, soprattutto dalla Regione.

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