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Siracusa, l'ultimo saluto al marittimo vittima del naufragio al largo di Malta

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Un applauso ha accompagnato l'uscita dalla Cattedrale del feretro di Luciano Sapienza, il sessantasettenne marittimo vittima del naufragio avvenuto a poche miglia dalle coste di Malta. Tante le persone, tra familiari ed amici, che hanno partecipato alla messa officiata da padre Tito Marino, concelebrata con Marco Serra.

C'era il figlio della vittima, Fabio Sapienza, il comandante dello Zaira che si è salvato insieme ad un egiziano di 39 anni ma a perdere la vita, oltre al padre, è stato un altro marittimo, Zakaria Toumi, 29 anni, originario del Marocco. «La morte per noi è un evento tragico - ha detto il parroco nel corso della sua omelia - . Ma Luciano, nel momento della sua morte, non era solo. Era con Cristo. Quando moriamo, facciamo un salto, nelle mani di Dio. Luciano rimane comunque con noi, dentro di noi, nel ricordo e nella fede».

È ancora sotto choc Fabio, che non riesce a smettere di pensare a quei momenti drammatici, capaci di cambiare per sempre il corso della sua vita. D'altra parte, è stato il padre a fargli conoscere il mare, a portarlo a bordo di una barca quando era solo un bambino. E seguendo le orme del genitore ha fatto della pesca la sua vita anche se un pezzo se ne è andato in un tragico sabato, per colpa di un'onda anomala che oltre a ribaltare la barca ha rovesciato la serenità della sua famiglia.

L'articolo nell'edizione della Sicilia orientale del Giornale di Sicilia

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