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GUARDIA DI FINANZA

A Siracusa evasione fiscale da 4 milioni in centri d'accoglienza

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SIRACUSA. La guardia di finanza di Siracusa ha scoperto una frode fiscale da quattro milioni di euro da parte di una Onlus che accoglie immigrati. Le indagini della polizia economico-finanziaria hanno avuto inizio dal secondo semestre del 2013, quando il flusso di migranti è diventato sempre più crescente:  113 sbarchi con circa 13.300 arrivi.

L'ondata di sbarchi ha coinvolto le coste Siracusane da Sud a Nord, da Portopalo di Capo Passero a Capo Murro di Porco, con carattere incessante ed a volte anche con più sbarchi giornalieri.

Un flusso di immigrati che è aumentato nel 2014, con l’avvio prima dell’operazione “Mare Nostrum” e successivamente di “Triton” e “Triton 2015”, operazioni internazionali che hanno permesso di fornire assistenza a circa 87.000 immigrati distribuiti su 291 sbarchi concentrati nel porto di Augusta.
Gli immigrati giunti sul territorio hanno avuto bisogno sin da subito di un’adeguata assistenza, dal momento dello sbarco fino al loro trasferimento  nei centri di prima accoglienza o nelle strutture del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. L’assistenza ha comportato un esborso di 13.900.000 euro per due annualità dal 2013 al 2014.
Questa situazione emergenziale  ha creato un collegamento tra la Prefettura aretusea che ha chiesto  alla guardia di finanza  approfondimenti e controlli di natura amministrativo contabile sulle strutture temporanee di accoglienza.
I controlli riguardavano le spese sostenute ed il loro inquadramento in specifici centri di costo. Le verifiche nei confronti di associazioni ed enti non commerciali  come società cooperative e Onlus hanno permesso di individuare un vero e proprio  fenomeno evasivo.
L’attività fiscale, inoltre, ha fatto emergere fatture per operazioni inesistenti emesse da società che hanno fittiziamente eseguito lavori di ristrutturazione, reso servizi di pulizia, fornito frutta e capi di abbigliamento, nei confronti dei soggetti controllati.
Il procuratore della Repubblica, Francesco Paolo Giordano, già nel 2014, ha delegato la guardia di finanza di Siracusa per l’esecuzione di specifica attività nei confronti di alcuni soggetti riconducibili a Buzzi e Carminati, indagati nell’ambito dell’operazione “Mafia Capitale”.
Dalle attività investigative eseguite è emerso un collegamento tra i personaggi dell’indagine romana con un centro di accoglienza gestito in consorzio con una società siracusana: partecipanti del consorzio risultavano essere le cooperative sociali romane Eriches29 ed ABC.
In sintesi l’attività di indagine ha fatto emergere un fenomeno evasivo per 4.252.177 euro  l’individuazione dell’emissione di fatture per operazioni inesistenti per 1.351.004 e ed ha permesso la segnalazione di 19 soggetti per reati tributari all’autorità giudiziaria di Siracusa.
Sono state individuate cinque Onlus, di queste  2 evasori totali ed 1 paratotale, con la richiesta di sequestro per equivalente per  920.122 euro.
Il prefetto della provincia di Siracusa, inoltre, sta vagliando alcuni accertamenti disposti dall’agenzia delle entrate, gravi e reiterate violazioni in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Il prefetto ha decretato l’esclusione di una Onlus dalla procedura di gara volta alla conclusione di un accordo quadro tra la Prefettura e più soggetti economici operanti nella provincia per assicurare i servizi di accoglienza ai migranti richiedenti protezione internazionale, per l’anno 2016.

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