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Siracusa, il grido della Caritas: "Povertà dilagante"

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Creati quattro centri d’ascolto. Padre Tarascio: «Assistiamo 2 mila famiglie, 500 sono quelle con uno sfratto esecutivo. Il Comune investa di più nel sociale»

SIRACUSA. Un incremento degli utenti di oltre l’89 per cento in tre anni, oltre duemila famiglie che chiedono aiuto alla «Caritas» e 500 con uno sfratto esecutivo. E poi genitori che non possono nemmeno comprare i medicinali ai propri figli, alcuni che non hanno la possibilità di pagare bollette o comprare uno shampoo per i capelli. Sono questi numeri e queste situazioni di degrado che raccontano il momento di grandissima difficoltà attraversato da tante famiglie siracusane. Una vera e propria «emergenza sociale», per utilizzare le parole di padre Marco Tarascio che, ieri nel salone della parrocchia San Metodio, non si è risparmiato qualche bacchettata nei confronti del Vermexio ricordando che «la Caritas non può sostituirsi ai servizi sociali del Comune» e augurandosi che «proprio in questi giorni che si sta discutendo il bilancio, i consiglieri vogliano presentare emendamenti per stanziare somme per le famiglie in difficoltà». In attesa di buone notizie dall’aula del Vermexio, dove comunque il percorso è tutto in salita visto che essendo ormai novembre inoltrato il bilancio è stato quasi del tutto speso, la «Caritas» ha deciso di avviare da subito un’iniziativa concreta grazie al «Fondo Cei 8xmille Italia 2013».

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