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Siracusa, prime risorse per la chiesa dell’Immacolata

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Il ministero dell’Interno è pronto a stanziare i 60 mila euro necessari per una prima messa in sicurezza. Vinciullo: «La Prefettura invii tutti i documenti»

SIRACUSA. Il ministero dell’Interno è pronto a stanziare le risorse per la messa in sicurezza della chiesa dell’Immacolata. Ad annunciarlo è il deputato regionale del Nuovo Centrodestra Enzo Vinciullo che ieri ha incontrato Angelino Alfano, ministro dell’Interno e leader nazionale di «Ncd». E proprio dall’esponente del governo è arrivata la disponibilità a stanziare con urgenza i fondi, poco più di 50 mila euro, che servono per un primo intervento di messa in sicurezza. «È fondamentale - ha dichiarato Vinciullo - la disponibilità da parte del ministro di reperire immediatamente le risorse per riaprire quanto prima l’edificio religioso».
La chiesa di piazza Corpaci, nel centro storico di Ortigia, è stata chiusa ormai da qualche settimana dopo l’appello lanciato da padre Marco Tarascio, attualmente amministratore dell’Immacolata. Il sacerdote ha evidenziato come sia nell’area dell’abside sia nella cupola ci siano profonde crepe che non consentono di garantire le condizioni di sicurezza. Le pessime condizioni in cui si trova l’edificio sono visibili anche a occhio nudo osservando gli affreschi così come le finestre attraversate da lunghe e profonde crepe.

A quell’appello ha risposto immediatamente la prefettura perché la chiesa è di proprietà del «Fec», il Fondo per gli edifici di culto, che dipende dal ministero dell’Interno. Proprio i funzionari della prefettura, insieme ai vigili del fuoco, hanno effettuato un primo sopralluogo dopo il quale è stata disposta la chiusura della chiesa per ragioni di sicurezza e perché troppo alto è il rischio di crolli o anche di distacchi. Pochi giorni dopo, insieme a Genio civile e sovrintendenza ai Beni culturali, è stata effettuata una seconda verifica che ha portato alla elaborazione di una strategia chiara: reperire immediatamente i fondi per una prima messa in sicurezza che consenta la riapertura al culto e, nel frattempo, cercare di ottenere i fondi, almeno 800 mila euro, che serviranno per tutto l’intervento di consolidamento. L’interlocutore, insomma, è diventato proprio il ministero dell’Interno ma per ottenere le risorse è ancora necessario effettuare qualche passaggio e proprio su queste procedure interviene il deputato regionale del Nuovo Centrodestra.

«La sovrintendenza ai Beni culturali - ha continuato Vinciullo - ha assicurato la trasmissione del progetto alla prefettura. Siamo certi che avremo la stessa solerzia anche dagli uffici di piazza Archimede per il completamento di tutta la documentazione e per la trasmissione della richiesta al ministero dell’Interno. Questi passaggi vanno effettuati in maniera rapida per ottenere quanto prima i fondi e poter appaltare e avviare la messa in sicurezza della chiesa». Per quanto riguarda invece l’intervento di consolidamento è stato lo stesso Vinciullo nelle scorse settimane a evidenziare come la strada da seguire sia la revisione dei fondi della legge 433 per la Ricostruzione post sisma. Sotto questo punto di vista sarà necessario fare pressione sulla Regione per ottenere lo stanziamento delle risorse e potere così avviare gli interventi che dovranno risolvere gli attuali problemi della chiesa.

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