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L'INCIDENTE MORTALE

Lentini, verifiche sulla «scatola nera» del Tir che ha travolto 3 operai

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Il comandante Capodicasa: «Si potrà conoscere la velocità del camion e per quante ore il conducente è stato alla guida del mezzo»

LENTINI. Sono iniziati gli accertamenti sulla «scatola nera» del Tir che ha travolto e spezzato la vita di tre operai sul tratto tra Lentini ed Augusta della «Siracusa-Catania».
Ci stanno lavorando gli agenti della Polizia stradale ed il consulente nominato dalla Procura di Siracusa che dovranno stabilire le responsabilità del camionista di Chiaramonte Gulfi: l’uomo risulta iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo plurimo. Gli inquirenti intendono verificare, innanzitutto, l’andatura del camion, che trasportava bibite e generi alimentari, e le informazioni contenute nella scatola nera saranno confrontate con le immagini delle telecamere di sicurezza dell’Anas, acquisite nelle ore successive alla tragedia, dal capo della Procura di Siracusa, Francesco Paolo Giordano e dal sostituto, Giancarlo Longo. «Ci vorranno diversi giorni – spiega il comandante provinciale della Polizia stradale, Antonio Capodicasa – prima di avere un quadro della situazione chiaro ma oltre alla velocità del veicolo occorrerà stabilire da quanto tempo il conducente era alla guida del mezzo». Le salme di Giuseppe Leanza, 45 anni, di San Teodoro, Salvatore Cristaudo, 48 anni, e Silvestro Cerro, 57 anni, entrambi residenti a Cesarò, sono tornate a casa, “accompagnate” dai familiari delle vittime che, per circa due giorni, hanno presidiato la camera mortuaria dell’ospedale Muscatello di Augusta in attesa della decisione della Procura di procedere al dissequestro. Non è stato necessario disporre l’autopsia sui corpi degli operai deceduti, è bastata l’ispezione cadaverica eseguita dal medico legale, Francesco Coco, per determinare le cause della morte, che, comunque, erano fin troppo evidenti. Il quarto operaio ferito, Angelo Virzì, è ancora ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania dove, secondo fonti investigative, è in coma farmacologico. Corre il rischio di perdere una gamba mentre è tornato nella sua abitazione l’altro collega delle vittime, che si è salvato solo perché, nel momento dell’impatto, era nel furgone dell’impresa, anch’esso urtato dal Tir. Non riesce ancora a rispondere alle domande degli inquirenti che lo sentiranno non appena si riprenderà dallo choc.

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