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Ospedale di Noto, lettera aperta del sindaco: "Preoccupati per il trasferimento di Pediatria"

Il dibattito sulla rifunzionalizzazione dell'ospedale Trigona tiene banco a Noto. L'ultimo trasferimento dei reparti di Pediatria e Ostetricia e Ginecologia all'ospedale di Siracusa, per via della mancanza di medici pediatri, ha destato non poche preoccupazioni, oltre che disagi, in città. Ad accendere i riflettori sulla questione è il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, che ha pubblicato una lettera aperta indirizzata all'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

"Massimo sconforto da parte della comunità netina che deve subire il “saccheggio” di quel poco di sanità ancora vitale, nonostante tutto, con la solita rassicurazione che si tratta di cosa momentanea quantificando anche i tempi massimi di ripristino del mal tolto: trenta giorni - scrive il primo cittadino -. L’esperienza e la storia, fanno torcere il naso ai più smaliziati anche se la sottoscrizione di un documento da parte dei sanitari provinciali e l’ufficialitàà di un comunicato stampa aziendale, questa volta fanno ben sperare".

"Passano delle settimane di intensi contatti e di appassionate sollecitazioni fino a quando il 20 marzo - prosegue Bonfanti -, dal presidio di Noto parte una missiva indirizzata agli organi sanitari siracusani nella quale viene comunicato che “ci sono le condizioni per poter riaprire il reparto di Noto (Pediatria) a partire dal 28 marzo. A seguire, e nei tempi previsti, ci sarà anche la richiesta di riaprire il reparto di Ostetricia e Ginecologia. In poche parole un processo di “osmosi inversa” rispetto alla prima comunicazione del 26 febbraio, peccato originale, ma come tale, le scritture insegnano, inevitabile per la salvezza dell’umanità. Quale scuse accamperanno dal “quartier generale” questa volta? La questione, incardinata sui giusti binari dell’adeguata ed efficiente offerta sanitaria, sta velocemente scivolando verso la mortificazione della dignità di una popolazione, di un’intera comunità netina, ancora una volta aggirata, beffeggiata".

"In tutta questa confusione, pare si sia persa l’unitarietà dell’ospedale riunito, “due anime e una capanna”, troppo assordante il silenzio di una delle “anime”. La rivendicazione, da parte di tutta la zona Sud, di tutti i Sindaci e dei Consigli Comunali, in testa alle loro comunità, di servizi sanitari adeguati e rispondenti, quantitativamente e qualitativamente, alle esigenze della popolazione, stanziale e stagionale, ha prospettiva di successo, prima di tutto e soprattutto se gli interlocutori seduti al tavolo siano o meno credibili e affidabili. Una fievole ma positiva speranza c’è; non uccidiamo anche questa per favore".

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