TRIBUNALE

Siracusa, inchiesta per corruzione: ai domiciliari un imprenditore

Il Tribunale del riesame di Messina ha scarcerato Alessandro Ferraro, imprenditore, in carcere dal 6 febbraio scorso perché coinvolto nell’inchiesta denominata «Sistema Siracusa» della Procura di Messina. Ferraro, difeso dagli avvocati Maria Spurio del foro di Siracusa e Alessandro Billè del foro di Messina, è stato posto ai domiciliari. I legali si sono appellati al riesame dopo il rigetto all’istanza di scarcerazione del gip peloritano.

Su richiesta della Procura, Ferraro una settimana fa si è sottoposto ad interrogatorio: non si sarebbe sottratto alle domande, ammettendo alcune circostanze, ma contestando la corruzione nei confronti del sostituto Giancarlo Longo. All’udienza del Riesame, gli avvocati Spurio e Billè hanno discusso in merito agli indizi di colpevolezza, anche alla luce delle dichiarazioni degli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, arrestati anche loro nell’ambito dell’inchiesta e posti nelle scorse settimane ai domiciliari. L’istanza è stata accolta nonostante il parere contrario della Procura. Resta adesso in piedi il ricorso presentato in Cassazione, sempre dall’avvocato Spurio, per l’ottenimento dell’annullamento della misura cautelare del febbraio scorso.

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