PORTOPALO

"Truffa all'Ue per restaurare un villaggio turistico": indagati l'ex deputato Coltraro e altri 6

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Il villaggio turistico

PORTOPALO DI CAPO PASSERO. L’ex deputato regionale Giambattista Coltraro, di 42 anni, ha ricevuto un avviso di garanzia per una presunta truffa milionaria ai danni dell’Unione europea. Coltraro era candidato alle elezioni regionali nella lista dell’Udc a Siracusa. E’ il primo dei non eletti con 2.752 voti.

I carabinieri di Portopalo di Capo Passero hanno notificato sette avvisi di conclusione delle indagini preliminari per i reati di falsità materiale ed ideologica, abuso d’ufficio, soppressione di atti pubblici, uso di atti falsi e tentata truffa aggravata, finalizzati all’erogazione delle agevolazioni finanziarie della comunità europea, di fatto valutate e stabilite dalla Cassa Regionale per il credito alle Imprese Artigiane Siciliane. Secondo gli inquirenti all’epoca dei fatti Contraro era segretario della III commissione legislativa parlamentare “Attività Produttive”.

I sette indagati avrebbero tentato di truffare l’Unione europea per ricevere oltre un milione di euro di sovvenzione pubblica per il restauro di un villaggio turistico nel Comune di Portopalo di Capo Passero. I lavori non sono mai stati effettuati e sono stati autorizzati con atti falsi. Coltraro è amministratore del villaggio turistico.

Tra gli indagati c’è anche Mario Poidomani, di 60 anni, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune Portopalo di Capo Passero. I carabinieri hanno cominciato ad indagare nel 2013. L’attività è stata avviata quando sono state sequestrate le domande di sanatoria per gli abusi edilizi nel villaggio, che sorge irregolarmente a meno di 500 metri dalla battigia.

Gli inquirenti hanno documentato come la società che gestiva tale villaggio turistico abbia prodotto false autocertificazioni ed attestazioni dell’esecuzione di lavori mai eseguiti e dei requisiti per l’accesso alle agevolazioni finanziarie pubbliche a fondo perduto.

I militari hanno acquisito informazione per verificare come l’ufficio tecnico di quel Comune abbia rilasciato due concessioni in sanatoria al vincolo di inedificabilità assoluta relativa al villaggio turistico. Secondo gli inquirenti Poidomani avrebbe soppresso e modificato alcuni atti relativi alle richieste di condono avanzate nel tempo.

Le forze dell’ordine e la magistratura hanno effettuato diversi sequestri e raccolto la documentazione che attesta il tentativo di truffa. Questo ha permesso di evitare un probabile danno economico alla Regione Siciliana.

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