LA POLEMICA

Noto, è ancora protesta per i lidi a pagamento

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NOTO. Il mare è vicino, è a un tiro di schioppo. Dal lungo viale del Lido di Noto che porta direttamente nella piazza centrale, lo vedi, lo accarezzi, lo tocchi con mano. Anche la spiaggia dalla sabbia dorata invogliante sembra in attesa di veder piantato un ombrellone.

Già, il mare di Noto, ma per molti la scena appena raccontata è solo un miraggio: la spiaggia, un tempo definita «libera», da qualche anno è fortemente privatizzata, ospita diversi stabilimenti balneari.

Prende le mosse da questa collettiva riflessione la rabbia di tantissimi bagnanti che in questi ultimi giorni – l'inizio di agosto ha finito per quadruplicare la presenza di turisti e villeggianti nella località balneare di Noto Marina – hanno segnalato "la mancanza di un adeguato spazio lungo tutto il litorale dove poter piazzare l'ombrellone. Qui è tutto privatizzato" – è la decisa lamentela della signora Fidelia Vitale – che definisce "selvaggia l'operazione avviata a Lido di Noto. Non c'è un metro di spiaggia libera. Io, semplice cittadina – ha scritto la signora - denuncio il fatto che una persona non può andare più neanche al mare in quanto a Noto, su una superficie di circa due chilometri di litorale, ritengo non ci siano più spiagge libere. L'ultimo tratto – scrive ancora Fidelia Vitale - è stato privatizzato lo scorso 20 luglio. E per noi, poveri mortali, si è chiusa, in modo definitivo, la porta del mare: non possiamo più nemmeno fare un bagno in quanto quel poco spazio a noi riservato, e lo ripeto poveri mortali, è ristrettissimo».

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