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IL CASO

Spingono due stranieri in scooter e li fanno cadere, 2 denunce a Siracusa

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SIRACUSA. Sono stati individuati due ragazzi siracusani autori di una pericolosa “bravata”, che hanno portato in ospedale due giovani cittadini extracomunitari. I carabinieri di Siracusa hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Siracusa, due giovani siracusani di 25 e 23 anni che hanno spintonato uno scooter con a bordo altri due ragazzi della Guinea e del Senegal.

I fatti sono accaduti in via Elorina lo scorso weekend e sono stati ripresi da un cellulare di una ragazza a bordo di un’auto che seguiva quella dei due giovani che hanno spinto lo scooter  a terra. Il video è poi  circolato su tutti i social network.

Una testata giornalistica locale ha segnalato ai militari  il video, nel quale si vedono i due ragazzi a bordo di un’auto che  a velocità sostenuta affiancano altri due giovani a bordo di un motore. L’auto riesce a farli sbandare con una spinta del passeggero che si sporge dal finestrino, provocandone una rovinosa caduta contro il muro che costeggia la sede stradale e quindi a terra.

Le due auto, quella degli autori del fatto e quella che seguiva da cui sono state riprese le immagini, si sono allontanate senza prestare soccorso ai due giovani extracomunitari.I ragazzi feriti sono stati  sono stati accompagnati all’ospedale Umberto I da altri passanti che immediatamente dopo hanno dato loro soccorso. Ad una delle due vittime è stato riscontrato un trauma contusivo escoriativo alla gamba e mano destra con una prognosi di 8 giorni, più diverse escoriazioni dovute alla forte caduta.

I militari all’esame delle immagini che sono state acquisite dai sistemi di video sorveglianza  e dallo studio del video incriminato hanno individuato la targa della macchina e sono riusciti a risalire all’identità del proprietario e quindi agli aggressori. I due, rintracciati dai carabinieri, hanno mostrato evidente preoccupazione per la lunga serie di commenti negativi che sono stati registrati sui social network in cui è comparso il video.

L’attività investigativa è ancora in corso ed è coordinata dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano che sta seguendo personalmente l’evolversi della vicenda.  Gli inquirenti stanno cercando di capire la precisa dinamica dei fatti  per valutare  se vi siano i presupposti per discriminazione e odio razziale.

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