RIFIUTI

Melilli, ecologisti perplessi sulla qualità dell'aria

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MELILLI. Se la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nel corso dell’incontro delle audizioni fatte a Siracusa ha spiegato che dai controlli compiuti nella discarica Cisma di Melilli “non sono emerse degli elementi da poter considerare un inquinamento particolarmente pericoloso e significativo” i Verdi, Sistema politico e Progetto Siracusa non la pensano allo stesso modo e intendono portare avanti la battaglia ambientalista intrapresa.

Sotto i riflettori c’è il polverino dell’Ilva, il residuo scartato dal ciclo di lavorazione dell’altoforno di Taranto, smaltito inizialmente nella discarica di Melilli, prima della decisione di sospendere l’operazione, resta al centro di una complessa vicenda giudiziaria culminata con l’arresto, per traffico illecito di rifiuti, di quattordici persone, tra cui i gestori, Antonino e Carmelo Paratore, ritenuti dai carabinieri del Noe e dai magistrati della Procura distrettuale antimafia di Catania legati alla famiglia mafiosa Santapaola di Catania.

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