IL CASO

Siracusa, i familiari del carabiniere suicida: "Non crediamo a questa ipotesi"

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SIRACUSA. “Non crediamo che Licia sia morta per un suicidio e vogliamo che emerga la verità”. Lo afferma la famiglia di Licia Gioia, il sottufficiale dei carabinieri in servizio al comando Provinciale di Siracusa deceduto in una tragica notte del 28 febbraio scorso, sotto gli occhi del marito.

La coppia si trovava in casa, nella loro villetta in contrada Isola, nella zona balneare di Siracusa, dove viveva da quando un anno fa si era sposata. La Procura di Siracusa, rappresentata da Francesco Paolo Giordano e da Marco Di Mauro, titolari del fascicolo di inchiesta, hanno iscritto nel registro degli indagati il marito, un quarantacinquenne in servizio alla Questura di Siracusa, prima con l’ipotesi di istigazione al suicidio poi per omicidio colposo.

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