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LAVORO

Asp di Siracusa, 19 guardie giurate licenziate: è protesta

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SIRACUSA. Hanno presidiato per oltre due ore la sede dell’Ufficio provinciale del lavoro esponendo manifesti e chiedendo di poter essere ricollocati nelle mansioni di guardie giurate. A protestare sono stati gli addetti impiegati fino allo scorso mese di dicembre nelle attività di guardie giurate garantendo la sorveglianza nelle sedi di proprietà dell’Asp.

In tutto sono diciannove le guardie giurate che da venerdì si ritrovano ad essere stati licenziati, dopo aver concluso il periodo di ferie con la precedente ditta a cui non è stato rinnovato il contratto di appalto. Una vertenza che resta adesso sempre aperta con i lavoratori che chiedono di essere inseriti all’interno degli organici della “Kgb security”, la società a cui è stato affidato l’appalto per i servizi di vigilanza.

Tensione e speranza, sono stati i sentimenti contrapposti in questi mesi per i lavoratori che hanno già manifestato davanti alla sede della Prefettura ed all’Asp e che sono tornati a protestare adesso all’Ufficio provinciale del lavoro, chiedendo certezze sul proprio futuro. Su uno degli striscioni esposti davanti all’ingresso dell’Ufficio provinciale del lavoro in via Necropoli Grotticelle hanno scritto: “19 guardie licenziate, tutti responsabili, nessun colpevole?”.

“Siamo in diciannove padri di famiglia – ha detto uno dei lavoratori, Simone Messina – che da anni prestiamo servizio davanti a tutte le sedi dell’Asp. Abbiamo garantito sempre puntualità nel servizio e professionalità ed ora ci ritroviamo senza impiego. Da mesi, da quando non è stato rinnovato l’appalto alla precedente ditta a cui appartenevamo ed ora alla scadenza della procedura ci ritroviamo licenziati. Sono passati quasi quattro mesi, ma di certo è che adesso siamo in mobilità, con il rischio di restare fuori dal circuito produttivo. Viviamo nell’incertezza perché le nostre famiglie hanno un unico reddito e le spese, come mutui, finanziamenti e mantenimento dei figli sono ingenti. Non sappiamo come poter andare avanti e chiediamo alla Prefettura di trovare una soluzione che possa garantirci la continuità di lavoro, che dovrà essere sempre alle stesse mansioni e nelle sedi dell’Asp”.

Decisiva a questo punto sarà la riunione convocata dal prefetto per giovedì, dopo un vertice tenuto nei giorni scorsi che non ha avuto alcun esito. La speranza dei lavoratori e la volontà dei sindacati resta sempre quella del passaggio all’azienda subentrante in quanto vincitrice dell’appalto, ma il termometro della situazione, visto anche il prorogarsi dell’incertezza a quasi quattro mesi dall’aggiudicazione della gara, resta sempre su alti livelli di tensione. I sindacati hanno sollecitato l’Asp a prendere una decisione netta, confidando sempre che l’azienda sanitaria, come committente, faccia rispettare all’impresa subentrante nell’appalto per i servizi di vigilanza la clausola sociale, consentendo così la continuità lavorativa per l’intero personale.

“Siamo certi che l’intervento al tavolo del prefetto Castaldo che ha riconvocato il tavolo per giorno 20 – hanno detto i segretari provinciali di Filcams, Fisascat e Uiltucs rispettivamente Stefano Gugliotta, Teresa Pintacorona e Anna Floridia - possa confermare il ruolo della Prefettura come organo di controllo di un settore delicato come la vigilanza privata”. Dalla segreteria provinciale della Cisal Sinalv si specifica inoltre che “l’intervento del sindacato è necessario perché ciò che sta succedendo all’Asp anche a causa dell’atteggiamento dei datori di lavoro, rischia di mettere i lavoratori contro sé stessi, e pertanto serve unità”.

Una vertenza che, secondo i sindacati, evidenzia la necessità di tornare ad affrontare in Prefettura anche il tema del rinnovo dell’intesa sugli appalti per garantire la continuità occupazionale con il ricollocamento di tutti gli addetti, evitando così la perdita di ulteriori posti di lavoro in città, annullando il rischio degli affidamenti al massimo ribasso che va ad incidere sul costo della sicurezza.

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