TRIBUNALE

L’inchiesta sull’appalto al porto di Augusta, l’imprenditore: non ho pagato tangenti

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AUGUSTA. Ha risposto alle domande del gip del tribunale, rigettando tutte le accuse Gaetano Nunzio Miceli, 57 anni, l’ingegnere siracusano arrestato la settimana scorsa dai militari della Guardia di finanza con l’accusa di corruzione.

Secondo la ricostruzione dei magistrati della Procura di Siracusa, Francesco Paolo Giordano e Tommaso Pagano, l’imprenditore, titolare della Tecnass, avrebbe circuito un componente della commissione gara dell’Autorità portuale di Augusta, Roberto Adorno, architetto, per vincere un appalto relativo ad un progetto di valutazione ambientale di oltre 1 milione e 800 mila euro ottenuto poi, a parere degli inquirenti, con un ribasso di 751 mila euro.

Nella mattinata di ieri, al palazzo di giustizia di viale Santa Panagia, l’imprenditore è stato sentito dal giudice per le indagini preliminari del tribunale, Giuseppe Tripi, lo stesso che ha firmato il provvedimento di custodia cautelare chiesto dai magistrati. «Il mio assistito – spiega Bruno Leone, difensore dell’imprenditore siracusano - ha risposto a tutte le domande del gip, evidenziando molte criticità emerse nella ricostruzione della pubblica accusa, chiarendo la sua posizione».

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