L'INCHIESTA

Delitto Scarso, Gennaro a Cavadonna: «Voglio parlare con il Pm»

di
omicidio, Giuseppe Scarso, Siracusa, Cronaca
Giuseppe Scarso

SIRACUSA. E’ stato trasferito nella Casa Circondariale di contrada Cavadonna, Marco Gennaro, 1il diciottenne, accusato, insieme ad un amico, Andrea Tranchina, 19 anni, dell’omicidio di Giuseppe Scarso, il pensionato ottantunenne vittima di una brutale aggressione avvenuta nella sua abitazione la notte tra l’1 ed il 2 ottobre scorsa in via dei Servi di Maria.

Il giovane è stato arrestato il 5 gennaio scorso appena è sceso dalla scaletta dell’aereo atterrato all’aeroporto internazionale di Fiumicino (Roma), proveniente dagli Stati Uniti. In conseguenza di ciò il diciottenne ha trascorso oltre un mese e mezzo nel penitenziario di Civitavecchia.

E proprio qui si è svolto l’interrogatorio di garanzia per rogatoria davanti al Gip del tribunale laziale, ma le sue dichiarazioni non sono risultate complete né per la Procura, che ha chiesto l’arresto del ragazzo, né per la difesa rappresentata dall’avvocato Aldo Ganci. Nelle prossime ore, l’indagato potrebbe essere sentito dal sostituto Andrea Palmieri, titolare del fascicolo per omicidio.

“Abbiamo discusso con il magistrato – spiega il legale del giovane - e c’è la volontà da parte dell’accusa di voler sentire il mio assistito, le cui dichiarazioni rilasciate per rogatorie non sono complete. Ci sono degli elementi da chiarire ed è nostro interesse far emergere quel che è davvero accaduto quella sera. Un fatto è certo: Marco Gennaro non ha aggredito l’anziano. Un concetto che è stato ribadito dal giovane fin dal primo momento”. Il giovane indagato ha già avuto il primo colloquio in carcere con il suo legale ed a quanto pare, nonostante il regime di detenzione, appare tranquillo, ma ansioso di chiarire la sua posizione. “Il giovane – aggiunge l’avvocato Aldo Ganci, difensore di Marco Gennaro - è sereno, sa quello che è accaduto e non vede l’ora di parlare con il magistrato per spiegare quello che è accaduto. Del resto, ho avuto modo di confrontarmi con il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta e conveniamo che è il caso di approfondire la questione, non basta quella dichiarazione rilasciata per rogatoria”.

Ma c’è anche un altro aspetto su cui la difesa punta: il ricorso ai giudici della Cassazione sulla revoca dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari che, in prima istanza, è stata rigettata dal Tribunale del Riesame di Catania. Manca, però, un altro tassello in questa brutta storia: la perizia del medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo senza vita di Pippo Scarso, aggredito ad ottobre ma deceduto il 14 dicembre dopo settimane di agonia all’ospedale Cannizzaro di Catania.

“Quella perizia – sostiene l’avvocato Aldo Ganci – ci dirà tanto su quanto accaduto nella casa del pensionato e vedremo se sono state le ustioni a causare il suo decesso”.

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