Ragazzina picchiata da un'amica ad Ortigia, i coetanei la prendono in giro e riprendono tutto con il telefonino

SIRACUSA. Schiaffi, pugni e calci fra due ragazzine. Un video impressionante, quello diffuso dai carabinieri, che fa luce su una vicenda avvenuta lo scorso 9 gennaio ad Ortigia, nel pieno centro di Siracusa.

Protagoniste una ragazzina di sedici anni, che è stata denunciata, ed una di tredici, aggredita con estrema violenza dalla conoscente alla presenza di decine di coetanei, che stavano intorno, senza che nessuno provasse neppure ad intervenire.

Anzi i componenti del gruppo in cerchio avrebbero persino deriso e urlato divertiti contro la vittima e la scena sarebbe stata ripresa con un telefono cellulare da un'amica della 16enne. I carabinieri sono risaliti alla presunta autrice dell'aggressione dopo aver sentito alcun testimoni.

Si è resa conto del gesto compiuto ed ha ammesso le sue colpe la bulla sedicenne che il 9 gennaio scorso, nei pressi della Porta Marina, in Ortigia, ha aggredito una tredicenne per futili motivi. Schiaffi e pugni alla vittima presa a calci quando è caduta a terra. Derisa dai coetanei che si sono messi in cerchio attorno a lei. La ragazzina è stata denunciata dai carabinieri per lesioni e minacce, mentre è ancora al vaglio della Procura dei minori di Catania la posizione di altri due indagati: l'amica della sedicenne che ha ripreso l'intera scena con il telefonino, prendendola in giro e chiedendole anche «Come  stai?», e un giovane che ha spinto la vittima verso la bulla istigando secondo i carabinieri alla violenza.

«Le due ragazze frequentano due istituti superiori diversi e provengono da due famiglie normalissime - ha precisato il tenente Tamara Nicolai -. Abbiamo subito individuato i responsabili dell'atto di bullismo senza aspettare la  denuncia dei genitori. La vittima è ancora sotto shock. Abbiamo intensificato i servizi pomeridiani e serali nella zona della »Marina« per prevenire altri episodi di questo genere. L'Arma continuerà a svolgere insistente e convinta azione di sensibilizzazione, specie nelle scuole».

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