IL CASO

Antiracket nel Siracusano: "Nessuna denuncia nel 2015"

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SIRACUSA. «Non abbiamo avuto nel 2015 denunce di imprenditori o commercianti vittime di estorsioni». Uno sfogo amaro quello del coordinatore delle associazioni antiracket, Paolo Caligiore, che ha incontrato martedì il questore Mario Caggegi, per lo scambio di auguri e soprattutto di informazioni sullo stato di salute della città. Uno zero in casella che viene letto non come una vittoria nei confronti delle organizzazioni criminali, anzi nella considerazione dei vertici delle associazioni si tratta di un passo indietro nella lotta al pizzo. Le estorsioni, secondo Paolo Caligiore, Giuseppe Barre ca e Mauro Magnano, rappresentano una voce di bilancio importante per la mafia solo che «Cosa Nostra» ha cambiato strategia, abbassando le tariffe. «Con i delinquenti ed i malavitosi - spiega il coordinatore delle associazioni antiracket, Paolo Caligiore - non bisogna prendere nemmeno un caffè. Sappiamo che le organizzazioni si accontentano di cifre molto basse, dalle 30 alle 50 euro, e molti commercianti preferiscono pagare piuttosto che denunciare. La mafia ha capito, forse prima di tutti, che la crisi economica ha ridotto la capacità di spesa delle persone, da qui la decisione di tagliare in modo quasi drastico le richieste. Abbiamo scoperto che ci sono altre forme di estorsioni che non si concretizzano solo con le dazioni di denaro.

Capita, infatti, che malfattori pretendano delle merce, magari delle buste con generi alimentari o abiti, a seconda della tipologia commerciale. Ed i commercianti pensano che per loro sia quasi un affare. È una mentalità, in voga soprat tutto nel capoluogo, che va combattuta con ogni mezzo ad ogni costo». Nei giorni scorsi, il tribunale ha condannato a 6 anni di carcere Nunzio Sala fia, indicato come uno dei vertici del clan Aparo, per la tentata estorsione ai danni della «Sics», l' azienda dell' imprenditore Carmelo Misseri, che si è rivolto alle associazioni antiracket ed ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catania per denunciare quelle "pressioni". «Siamo stati al fianco dell' imprenditore - conclude il coordinatore delle associazioni antiracket, Paolo Caligiore - ed alla fine siamo riusciti a vincere questa battaglia legale.
Noi, non lasciamo indietro nessuno, siamo anche riusciti a far ottenere alle vittime delle estorsioni i risarcimenti dal fondo antiracket».

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