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IL CASO

"Non c'è il braccialetto elettronico", detenuto di Siracusa esce dopo un mese

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SIRACUSA. Era stato ammesso ai domiciliari con l'ausilio del ”braccialetto elettronico” lo scorso settembre ma il provvedimento non è diventato esecutivo in quanto la casa di reclusione era sprovvista dello strumento per il controllo elettronico delle persone sottoposte a misure alternative al carcere.

La difesa ha insistito nella richiesta e ritenendo legittimo il diritto del detenuto ad usufruire del beneficio di legge alla luce di una recente sentenza della Cassazione ha riproposto l'istanza che è stata accolta questa volta dal gip senza condizioni, cioè senza l'ausilio dello strumento elettronico. È così tornato in libertà ieri pomeriggio il siracusano Vincenzo Latina, 23 anni, rimasto coinvolto lo scorso 15 maggio nell'operazione antidroga denominata «Euripide e Mammona» con l'arresto di ventitrè persone ritenute a vario titolo coinvolte in una presunta organizzazione dedita al traffico delle sostanze stupefacenti lungo l'asse tra Sicilia, Lombardia e Calabria. A firmare il provvedimento, in accoglimento di un'istanza presentata dal difensore dell'indagato, avvocato Junio Celesti, è stato il gip del tribunale di Catania Giancarlo Cascino dinanzi al quale è pendente il procedimento per gli imputati, tra cui Vincenzo Latina, che hanno chiesto ed ottenuto di definire la loro posizione giudiziaria avvalendosi del rito abbreviato. L'udienza è fissata per il 16 novembre.

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