CARABINIERI

Canicattini, «giro di vite» dopo le intimidazioni e i furti

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Dieci pattuglie, militari in divisa ed in borghese hanno partecipato alla vasta operazione di controllo. Identificate 105 persone: due denunciati e 5 segnalati

CANICATTINI. Uno spiegamento di forze per rispondere all’escalation di intimidazioni e furti a Canicattini.
I carabinieri hanno messo in campo 10 pattuglie, 20 militari in divisa e qualcuno in borghese per far sentire la presenza dello Stato in un Comune dove negli ultimi mesi si sono registrati episodi inquietanti, l’ultimo in ordine di tempo ai danni di Sebino Scaglione, presidente della cooperativa sociale «Passwork» che gestisce nel comune montano il centro Sprar «Obioma». È di pochi mesi fa, invece, il rogo appiccato a due passi dall’abitazione del sindaco, Paolo Amenta, mentre l’assessore al Welfare Marilena Micieli ha ricevuto una busta contenente un proiettile. E poi ci sono i furti alle attività commerciali, tra cui quello nei confronti di una tabaccheria, assaltata dai cosiddetti ladri della spaccata.

La questione è stata portata all’attenzione del Comitato per l’ordine e la sicurezza che, evidentemente, ha deciso di tenere Canicattini sotto la lente di ingrandimento.

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