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AI DOMICILIARI

Rissa per l'affitto non pagato, 4 arresti a Cassibile

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Il diverbio in via dell’Amaranto tra i proprietari dell’appartamento e i locatari: sono ai domiciliari

CASSIBILE. Una rissa per l’affitto non pagato si è concluso con 4 arresti a Cassibile. Sono ai domiciliari Natalino Campo, 58 anni, Maurizio Campo, 44 anni, proprietari di un appartamento, Massimo Betto, 42 anni, e Alexandro Tamas, 25 anni, tutti incensurati, che sono stati bloccati dai carabinieri, avvertiti da alcune richieste di soccorso.

Da quanto emerge nella ricostruzione del comando provinciale di viale Tica, la lite si è scatenata in via dell’Amaranto, nella frazione a sud della città, per via dei contrasti legati alla locazione. I proprietari avrebbero voluto che gli affittuari rispettassero gli accordi presi ma, evidentemente, non c’è stata un’intesa. Ne è scaturito prima uno scontro verbale ma con il passare dei minuti la situazione è degenerata e da li a poco i 4 sono venuti alle mani. Ad osservarli c’erano alcuni testimoni, che, temendo per l’incolumità dei contendenti, hanno preferito chiedere l’intervento dei carabinieri della stazione di Cassibile.
I militari hanno raggiunto la zona in cui era in corso la rissa nello spazio di qualche minuto, riuscendo successivamente a placare gli animi dei 4 che sono stati accompagnati nei locali della caserma per essere sentiti. Le loro testimonianze hanno permesso agli inquirenti di ricostruire l’intera vicenda, scoprendo che alla base della zuffa c’erano quelle controversie economiche. Avrebbero fornito le loro giustificazioni ma gli investigatori hanno proceduto all’arresto per tutti quanti anche se gli è stato ”risparmiato” il soggiorno in cella, nel carcere di contrada Cavadonna, come disposto dalla Procura.

Tre di loro, però, sono stati costretti a fare ricorso alle cure del pronto soccorso a causa delle ferite riportate in occasione della colluttazione. Le loro condizioni non sono state giudicate gravi, i medici hanno diagnosticato lesioni e contusioni giudicate guaribili in pochi giorni. Potranno difendersi dalle accuse non appena saranno trasferiti al palazzo di giustizia, in viale Santa Panagia, per l’udienza di convalida dei provvedimenti restrittivi. Sarà il giudice per le indagini preliminari del tribunale a valutare la posizione dei 4 indagati e decidere naturalmente della loro libertà.

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