LA TRAGEDIA

Incidente sul lavoro: morti due operai al petrolchimico di Priolo

Due operai trentenni di un'azienda metalmeccanica dell'indotto stavano effettuando lavori di manutenzione quando sembra siano caduti in un pozzetto

PRIOLO GARGALLO. Incidente mortale sul lavoro stamane intorno alle 11 nel polo petrolchimico di Priolo Gargallo (Siracusa): due operai trentenni di un'azienda metalmeccanica dell'indotto stavano effettuando lavori di manutenzione quando sembra siano caduti in un pozzetto. Sul posto sta arrivando il magistrato che ha già disposto il sequestro dell'area.

Sono Salvatore Pizzolo, 37 anni, e Michele Assente, 33 anni, i due operai morti nella Raffineria di Priolo. Non è ancora chiara la dinamica dell'incidente. I sindacati hanno proclamato per domani lo sciopero generale, al quale aderiranno tutte le categoria impegnate nella Raffineria e nell'indotto.

Ieri Filippo Di Salvo di 41 anni è morto a Capaci in provincia di Palermo mentre stava riparando l’antenna dell’abitazione della zia che abita in via Verga. L’uomo ha perso l’equilibrio ed è finito sull’inferriata del giardinetto che si trovava sotto. E’ morto sul colpo. Sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno potuto soltanto constatare la morte dell’uomo. Sono stati chiamati anche i vigili del fuoco per estrarre il corpo dall’inferriata. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Carini. Tantissimo il dolore in zona per la morte così terribile. Di Salvo doveva mettere a posto l’antenna. Per cause in corso di accertamento è scivolato dal terrazzo. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri si è trattato di un drammatico incidente.

Il giorno prima, dopo un incidente simile, è morto all'ospedale Papardo di Messina Antonio Lena, 54 anni originario di Patti, che lo scorso 25 agosto era precipitato dal balcone di un'abitazione di San Giorgio, a Gioiosa Marea, mentre stava sistemando un antenna sul tetto. L'uomo, in condizioni gravissime, era stato trasportato in elisoccorso in ospedale dove i medici si erano subito riservati la prognosi.

Pochi giorni fa, il 27 agosto, un altro caso a Trapani, dove Silvestro C. di 34 anni, è caduto da un’altezza di circa tre metri mentre era impegnato nei lavori di ristrutturazione di una abitazione. L’incidente si è verificato in contrada Ummari, nelle campagne trapanesi. L'uomo è stato accompagnato con una ambulanza del 118 al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate. Dopo aver ricevuto una prima assistenza sanitaria nell’area di emergenza del nosocomio, i medici hanno disposto il trasferimento a Palermo, dove è poi stato ricoverato con riserva sulla vita.

Altro incidente sul lavoro il 10 agosto a Campobello di Licata. La vittima, Antonio Lo Coco, 40 anni, operaio, sposato con figli, si trovava sul tetto dove era stata sistemata una impalcatura per eseguire i lavori di sistemazione della copertura di un capannone industriale di una ditta che produce caminetti, forni da giardino e barbecue. La tragedia avvenne in contrada Ciccobriglio-Tre Fontane, tra Campobello di Licata e Palma di Montechiaro. L’operaio, mentre si trovava nella parte alta del capannone è scivolato e, dopo un volo di circa 5 metri, nell'impatto col selciato ha sbattuto la testa ed ha perso la vita sul colpo.

Un mese prima, era il 16 luglio, un operaio di Gela, Giuseppe Fecondo, di 63 anni, ha trovato la morte in seguito alle gravi ferite riportate precipitando dal tetto di un capannone della zona industriale dove stava lavorando. Soccorso dai colleghi e trasportato con un'ambulanza nell'ospedale «Vittorio Emanuele», l'uomo fu sottoposto a intervento chirurgico d'urgenza per un trauma toracico-addominale ma morì prima ancora che i medici completassero l'operazione.

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