BENI CULTURALI

A Siracusa i musei restano chiusi la sera, Vinciullo: scelta assurda

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SIRACUSA. I musei in città restano chiusi nelle ore serali e scoppia la polemica. È il deputato regionale del Nuovo Centrodestra Vincenzo Vinciullo a sbottare e chiedere spiegazioni all’assessorato regionale ai Beni culturali guidato da Antonio Purpura. «Ho presentato una interrogazione - ha dichiarato Vinciullo, che attualmente è presidente facente funzione della commissione Bilancio - perché la Regione deve spiegarci per quale ragione in tutta la Sicilia i musei restano aperti la sera e a Siracusa invece sono chiusi». Per il parlamentare regionale si tratta di una scelta senza senso che penalizza fortemente la città, soprattutto dal punto di vista economico. «È una situazione insopportabile - sostiene Vinciullo - sia sotto il profilo culturale sia sotto quello economico. Una soluzione che non possiamo in alcun modo accettare e che va assolutamente rivista».
L’apertura serale dei musei, in tutta la regione, sta attirando migliaia di visitatori che possono così approfittare della possibilità di andare alla scoperta di alcuni dei luoghi più belli e ricchi di storia della Sicilia. Tutti tranne quelli presenti in città dove i musei sono aperti al pubblico solo nelle ore diurne.

«L’apertura serale dei musei - sostiene il parlamentare regionale del Nuovo Centrodestra - sta garantendo migliaia di turisti in più rispetto a quelli delle città dove questa possibilità non esiste. La conseguenza, certamente negativa, è che i visitatori vengono a Siracusa e poi si trasferiscono nelle altre province dove i musei sono ancora aperti. Ed è in quelle zone che pernottano e mangiano. La perdita sotto il profilo economico è sotto gli occhi di tutti ed è per questa ragione che la Regione non può rimanere immobile». Il deputato regionale sottolinea poi come «dal punto di vista culturale i turisti vengano privati della possibilità di ammirare le opere custodite al ”Paolo Orsi” e al ”Bellomo”». Se il problema sono le risorse, Vinciullo indica anche la soluzione. «Lo straordinario del personale verrebbe garantito dal pagamento dei biglietti - sostiene il parlamentare del Nuovo Centrodestra - ma bisogna anche considerare che nei vari uffici della Regione ci sono migliaia di precari che non si come utilizzare».

 

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