IL CASO

Siracusa, sciopero dei netturbini e città sporca: scontro col comune

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SIRACUSA. È bastato un giorno di sciopero degli addetti al servizio di igiene urbana e la ripresa del servizio a macchia di leopardo lasciando di fatto innumerevoli zone con i cassonetti straripanti di immondizia maleodorante per arrivare allo scontro tra Comune e operatori. Ad accendere la miccia una dichiarazione del sindaco Giancarlo Garozzo in occasione del primo maggio. Che ha rivolto gli auguri ai lavoratori fatta eccezione per quei dipendenti Igm «che finiscono per inquinare il lavoro di tutti anche di quelli più dediti e attenti che sono sicuramente in maggioranza». Affidando ai Vigili urbani anche il compito di verifiche sullo svolgimento del servizio. «Chi non lavora - ha detto il sindaco - va smascherato e licenziato».

Una reazione quella del primo cittadino conseguente all’immagine di una città che il primo maggio era sporca. Immediate le reazioni. In campo anche i lavoratori Igm rimasti senza stipendio per ritardi nel trasferimento delle somme da parte del Comune all’impresa che gestisce il servizio. Una situazione di forti tensioni in un momento particolarmente delicato per il servizio visto che si sta procedendo con l’espletamento della gara per il nuovo affidamento.

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