FORMAZIONE

Non arrivano gli stipendi: protesta al Ciapi di Priolo

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L’agitazione indetta dalla Cisl, Sanzaro: «Finora gli unici a pagare sono stati gli operatori». Il presidente Ortisi: «Noi attendiamo i fondi dall’assessorato»

PRIOLO GARGALLO. Via allo stato di agitazione per i cinquecento lavoratori impegnati nel progetto «Prometeo» del Ciapi di Priolo. L'ha proclamato la segreteria regionale del settore formazione professionale della Cisl che insieme alla segreteria provinciale ha anche chiesto un confronto con l'assessorato regionale alla Formazione professionale e con i vertici del Ciapi, non escludendo l'intenzione di arrivare nei prossimi giorni allo sciopero. «I lavoratori del progetto ”Prometeo” continuano a lavorare senza retribuzione - ha spiegato il responsabile regionale del settore formazione professionale della Cisl, Giovanni Migliore - da quanto abbiamo appreso il mandato di erogazione della seconda anticipazione da parte dell'assessorato regionale alla Formazione professionale, non potrà essere emesso prima del 6 marzo con gravi ripercussioni sulla tenuta del Ciapi di Priolo che rischia di perdere il documento unico di regolarità contributiva senza il quale non potrebbe più ricevere risorse e i 500 lavoratori che continuerebbero a non percepire lo stipendio. In assenza di una urgente convocazione alla presenza del Ciapi di Priolo preannunciamo anche lo sciopero degli operatori impegnati nel progetto».

Una decisione inevitabile quella dello sciopero, secondo il segretario provinciale della Cisl di Siracusa, Paolo Sanzaro. «Si è parlato in questi mesi di riformare il settore - ha detto il segretario provinciale della Cisl - ma a pagare finora sono solo i lavoratori per responsabilità politiche e gestionali. La vertenza riguarda in questo caso sui 500 addetti, almeno la metà di questi risiedono in provincia e continuano a vivere in una situazione drammatica. Chiediamo anche un impegno alla classe politica locale, finora rimasta assente».

Immediata la replica del presidente del Ciapi di Priolo, Egidio Ortisi. «In questa vicenda siamo non siamo responsabili né siamo noi i diretti interlocutori - ha chiarito Ortisi - attendiamo di ricevere i fondi dall'assessorato regionale alla Formazione professionale. Le risorse sono finanziate dall'Unione europea così come abbiamo già chiarito alle rappresentanze sindacali. Inoltre nei prossimi giorni abbiamo previsto un confronto su questo tema proprio con tutti i sindacati». (*VICOR*)

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