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Teatro comunale, Progetto Siracusa: «Occorre fare chiarezza sui ritardi»

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I tre consiglieri vanno avanti dopo che l’aula ha bocciato la proposta di una commissione d’indagine

SIRACUSA. Il consiglio comunale boccia l'atto di indirizzo sul teatro comunale ed esplode la protesta di «Progetto Siracusa-Sicilia democratica». L'aula, nella riunione di venerdì ha discusso della richiesta di Salvo Sorbello, Fabio Rodante e Massimo Milazzo di istituire una commissione di indagine per fare chiarezza sui costi e i tempi per il recupero della struttura di via Roma.

Nel corso della seduta l'ingegnere capo del Comune Natale Borgione ha spiegato che con ”30 mila euro si potrà sistemare l'impianto antincendio per aprire il teatro” mentre l'assessore al Centro storico Francesco Italia ha assicurato l'impegno dell'amministrazione per una gestione ”economicamente sostenibile del teatro che sarà culla di cultura ma anche luogo aperto, visitabile e fruibile come avviene d’altronde con tutti i teatri storici”. Gli esponenti di «Progetto Siracusa-Sicilia democratica», però, non ci stanno. «La variegata maggioranza che va da Forza Italia al Pd - hanno dichiarato Sorbello, Milazzo e Rodante - ha bocciato la nostra proposta che mira a fare chiarezza sulla tragicomica vicenda del teatro Comunale. Eppure abbiamo solo chiesto di avere notizie certe e dettagliate sui lavori eseguiti e su quelli ancora da eseguire, sui vizi di difformità riscontrati nelle opere realizzate e sul termine previsto per l’apertura al pubblico». Molte polemiche ha poi scatenato la decisione dell'aula di bocciare la proposta di intitolare il teatro all'attore siracusano Salvo Randone.

«Esprimo profondo rammarico per questa scelta - ha dichiarato Alessandro Maiolino di ”Giovani per Siracusa” -. Sono convinto che una città che vuole puntare sul turismo ed avere una vocazione culturale non può e non deve dimenticare i suoi concittadini illustri». Il consiglio comunale ha poi invece approvato all'unanimità l'atto di indirizzo presentato come primo firmatario da Cosimo Burti del «Megafono» per impegnare l'amministrazione a promuovere la ”social housing” puntando ad avviare iniziative di sostegno alle famiglie bisognose attraverso l'esenzione del pagamento dell'Imu per chi affitta immobili a canoni agevolati. «È un primo passo - ha commentato Rodante - e un atto dovuto nei confronti delle famiglie in difficoltà. Adesso vigileremo sul rispetto dell'atto di indirizzo perché l'emergenza casa è una priorità e un problema da non sottovalutare». Rinviata invece l'approvazione del regolamento sui murales. (*GAUR*)

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