LAVORO

I «numeri» della crisi, la Cgil: «Nel Siracusano 80 mila disoccupati»

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Protagonisti dell’incontro in viale Santa Panagia diversi lavoratori precari: «A rischio ci sono anche i 600 dipendenti della Provincia e i 104 di Siracusa Risorse»

SIRACUSA. «Un anno nero per l'occupazione». È il commento del segretario provinciale della Cgil, Paolo Zappulla che ha illustrato ieri mattina nel salone del sindacato in viale Santa Panagia i dati sull'andamento economico degli ultimi dodici mesi in città e in provincia dove i disoccupati sono oltre 80 mila, con il 58 per cento di quella giovanile.

Secondo i dati indicati dal sindacato sono 27 mila i lavoratori che in provincia hanno fatto ricorso nell'ultimo anno alle procedure di cassa integrazione e mobilità ormai scadute. «È un pugno allo stomaco l'elenco di vertenze aperte, crisi aziendali, licenziamenti e tassi di disoccupazione in provincia - ha detto Zappulla - i lavoratori che sono rimasti senza un sostegno economico sono 180 nel caso della ”Siteco” e 600 per l'indotto. Ma a rischio ci sono anche i 600 dipendenti della Provincia e i 104 di ”Siracusa Risorse”, i 380 addetti della formazione professionale, gli ex Lsu che sono 190 nelle scuole e 4 mila nel settore privato ed i 3.700 ragazzi iscritti al progetto Garanzia giovani».

I protagonisti nella conferenza di ieri sono stati i lavoratori, che hanno voluto esprimere con un cartellone il proprio disagio. «Paghiamo la contrazione degli investimenti nella zona industriale - ha spiegato Domenico Urzì, uno dei 65 operai edili licenziati dall'impresa Turco Costruzioni - ci troviamo senza lavoro e privi di qualunque prospettiva». Presente anche una delegazione di ex dipendenti «Sai 8». «Chiediamo certezze sul nostro futuro - ha detto Irene Mauceri - da giugno siamo senza lavoro e rischiamo adesso di restare fuori con famiglie a carico dopo anni di lavoro prestati all'interno di Sai 8». Vertenza aperta anche per quanto riguarda i 110 precari Ata della scuola, che attendono la stabilizzazione dopo anni di precariato. «Sono in graduatoria dagli inizi degli anni Ottanta - ha detto Corrado Patricola, 62 anni - ed ho fatto servizio finora saltuariamente in tutta la provincia anche per pochi giorni. Ho rischiato di perdere la casa dove abito e continuo ad attendere la stabilizzazione». Di fronte a questo scenario la Cgil ha chiesto a Cisl e Uil di rafforzare l'unità e riprendere la mobilitazione focalizzando gli sforzi sul piano di investimenti su infrastrutture e trasporti, salvaguardia dei lavoratori della Provincia, della Camera del Commercio, con la stabilizzazione di tutto il precariato del pubblico impiego. Per la zona industriale Zappulla ha chiesto certezza sulle bonifiche e sugli investimenti di Eni e Lukoil, con il rilancio del polo metalmeccanico di Punta Cugno.

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