Abusivismo edilizio a Priolo: scoperti 303 casi

Sono 303 i casi di abusi edilizi individuati dalla squadra comunale coordinata da Vincenzo Carrubba nelle aree di contrada ex Feudo e a Mostringiano. In larga parte si tratta di capannoni industriali degli anni ’80
Siracusa, Archivio

PRIOLO. Trecentotrè casi di abusivismo edilizio riscontrati a Priolo dall'amministrazione comunale nell'ultimo anno. Le aree interessate sono quelle di contrada Ex Feudo e Mostringiano dove il Comune che ha istituito un'apposita squadra coordinata da Vincenzo Carrubba ha avviato una prima serie di controlli su fabbricati e capannoni industriali dismessi. «Gli interventi proseguiranno anche nelle prossime settimane e sono stati decisi in base ad un apposito provvedimento della Regione che ha imposto una mappatura di tutti i manufatti abusivi realizzati negli ultimi anni - ha spiegato il responsabile del procedimento, Vincenzo Carrubba - l'area maggiormente interessata da situazioni di abusivismo edilizio è quella di contrada Ex Feudo dove abbiamo riscontrato nell'area a ridosso i monti Climiti anche ex opifici costruiti in epoca antecedente agli anni Ottanta. In alcuni casi abbiamo riscontrato la costruzione di strutture all'interno di un'area di rispetto cimiteriale. Stiamo esaminando tutte le situazioni e verificando caso per caso. Va detto che nel corso delle verifiche non sono stati riscontrati casi di abusivismo dovuto a speculazioni edilizie, ma si va dagli ampliamenti di verande alla costruzione di fabbricati realizzati oltre trentacinque anni fa. Stiamo quindi procedendo con l'invio di ordinanze per ripristinare lo stato dei luoghi ed attenersi alle disposizioni della normativa regionale».
La linea seguita dall'amministrazione comunale è quella di non procedere ad alcuna demolizione così come ha spiegato il sindaco, Antonello Rizza. «Abbiamo stimato che per dare avvio ad un piano di demolizioni - ha spiegato il sindaco - dovremmo impegnare almeno 27 milioni di euro, una somma di poco inferiore al bilancio e che non disponiamo. Per cui l'orientamento è di chiedere una moratoria alla Regione per i casi ritenuti maggiormente rilevanti per giungere poi compiutamente ad una vera e propria sanatoria». Il tema è stato anche al centro di una specifica richiesta avanzata all'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani proprio dal Comune di Priolo per chiedere un provvedimento legislativo della Regione che possa evitare rischi per manufatti e strutture oggi abusive, ma realizzate oltre trent'anni fa.

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