Noto, carenza di medici nel reparto di Radiologia

NOTO. «La scelta di dotare l'ospedale Trigona di Noto di una Tac è stata azzeccata, ma ora per il funzionamento del presidio diagnostico occorre che al servizio di Radiologia venga assegnato il dovuto personale».
A tre settimane dall'ultimo appello tornano alla carica Salvatore Cosentino, Nuccio Tiberio e Rosario Salemi, ispiratori del «Comitato Pro Trigona Noto», che al pieno compiacimento per la dotazione di un iniettore per la somministrazione del mezzo di contrasto, fondamentale per una diagnosi più accurata e per poter procedere con tempestività alle misure terapeutiche conseguenti, fanno oggi seguire l'amarezza per la mancata assegnazione del relativo personale.
Prese carta e penna i tre rappresentanti del Comitato Pro Trigona, che da anni congiuntamente a tanti altri sodalizi della città portano avanti una campagna per la difesa della sanità pubblica nel territorio, hanno scritto al nuovo direttore generale dell'Asp siracusana, Salvatore Brugaletta, per chiedere «nell'esclusivo interesse degli utenti, il miglioramento dei servizi diagnostici di radiologia all'ospedale di Noto». Tutto nasce dall'esigenza di non lasciare scoperto un territorio (Noto, Pachino, Rosolini e Portopalo) che conta una presenza di quasi centomila utenti, popolazione pronta a raddoppiarsi durante il periodo estivo. «Valutata l'estensione del territorio di Noto (il quarto d'Italia) e considerati i traumi trattati al pronto soccorso dell'ospedale della città barocca - dicono -, la scelta è stata più che giusta. Occorre però superare lo scoglio della dotazione organica: personale medico, tecnici di radiologia e infermieri addetti». Per questo Cosentino, Tiberio e Salemi hanno chiesto al direttore generale «che venga valutata la possibilità di dotare la Radiologia di una unità medica e tecnica proprio per poter garantire al meglio il servizio Tac anche con mezzo di contrasto. Facciamo presente l'importanza, in caso di urgenza - affermano - di poter eseguire a Noto le prove di compatibilità per emotrasfusione, anziché dover fare ricorso all'ospedale di Avola». E qui si apre un altro capitolo legato agli interventi chirurgici nel caso di politraumi «visto che a Noto sono operanti i reparti di Ortopedia e traumatologia, e Ostetricia e ginecologia«. Il suggerimento dei tre rappresentanti del Comitato è "di rendere attiva una sala operatoria per la chirurgia generale. Il nostro unico scopo è di poter contribuire a migliorare la sanità pubblica nella zona sud del siracusano".

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