Siracusa, Archivio

Vittorio Sgarbi contro la Regione:
"La sovrintendente di Siracusa va confermata"

SIRACUSA. Parla di «un delirio tutto siciliano che lascia senza parole» e invita il presidente della Regione Rosario Crocetta «a rivedere completamente il modo di fare, guardando alla qualità degli uomini».
È un Vittorio Sgarbi tutt'altro che tenero quello che interviene per condannare senza mezzi termini le mosse dell'assessorato regionale ai Beni culturali. A scatenare l'ira del critico d'arte, che difende a spada tratta l'attuale sovrintendente Beatrice Basile, è la scelta del nuovo assessore Giusy Furnari, vicina al deputato regionale Pippo Gianni, di ”congelare” tutti i sovrintendenti della Sicilia. Con una comunicazione arrivata venerdì sera, infatti, da Palermo è stato comunicato l'avvio di un procedimento di riesame di tutti i sovrintendenti.
Un provvedimento che preannuncia una mezza rivoluzione nella tutela dei beni culturali in Sicilia. La mossa dell'assessorato arriva dopo le sentenze del tribunale del Lavoro che hanno riguardato sia la sovrintendenza cittadina, con il contenzioso presentato da Orazio Micali, che quella catanese con il ricorso di quel Salvatore Scuto che oggi sembra destinato ad arrivare proprio in città per guidare gli uffici di piazza Duomo. Una scelta, quella dell’assessorato, basata anche sulla mancata registrazione, con grande ritardo rispetto alle nomine di quasi un anno fa, dei contratti firmati dai sovrintendenti. Ai dirigenti sono stati dati dieci giorni di tempo per presentare le osservazioni. provvedimenti provvisori avrebbero validità fino al 31 agosto quando poi dovrebbero arrivare le scelte definitive. Non è escluso che alla fine i cambiamenti siano minimi e che gran parte dei sovrintendenti resti al proprio posto. Tra i dirigenti destinati a subire la revoca, però, sembra esserci proprio Basile che negli ultimi mesi ha dovuto fronteggiare più di un ”assalto”.
Davanti a questo quadro, che arriva a meno di un anno dalle nomine effettuate dal precedente assessore, Mariarita Sgarlata, Sgarbi non esita a parlare di «un delirio». «In Sicilia - ha dichiarato il critico d'arte - ancora una volta ci troviamo davanti a una situazione senza alcun senso. È tutto totalmente insensato. Non è possibile che ognuno arriva e fa il proprio gioco». Va ricordato che solo poche settimane fa, Basile, che in questi dieci mesi ha raccolto ampi consensi, era stata confermata alla guida della sovrintendenza cittadina dopo la sentenza del tribunale del lavoro che aveva ordinato il reintegro dell'ex sovrintendente Orazio Micali. In quel caso, subito dopo il reintegro, Micali si è visto revocato l'incarico a distanza di 24 ore perché il tribunale di Messina lo ha condannato, con rito abbreviato, a otto mesi di reclusione con pena sospesa, per abuso d'ufficio e falso ideologico. Per Basile era così arrivata una conferma applaudita non solo da decine di comitati e associazioni ma anche da molti colleghi, di tutte le sovrintendenze siciliane, che ne hanno sottolineato la grandissima competenza. A questo largo fronte di estimatori si unisce anche Sgarbi. «Ho avuto la fortuna di lavorare con lei - ha dichiarato il critico d'arte, attualmente assessore alla Rivoluzione e alla Cultura del comune di Urbino - e sono certo che non ci sia alcuna ragione per rimuoverla dal suo incarico. Le persone vanno sostituite quando non fanno il proprio dovere ma non è il caso di Beatrice Basile e la decisione di rimuoverla fa piuttosto pensare a un voler togliere qualcuno che è scomodo».
Ma Sgarbi ne ha anche per Crocetta. «Il governatore e il suo assessore ai Beni culturali - sostiene il critico d'arte - se proprio vogliono cambiare qualcosa facciano una sorta di intervento chirurgico andando a rimuovere chi non ne ha diritto. Ma certo è impensabile che si riveda tutto il quadro dirigenziale. Crocetta sta ripetendo atteggiamenti che erano tipici di Raffaele Lombardo. Gli consiglierei di tenere buoni rapporti con persone capaci invece di allontanare chi è competente solo per meri giochi politici».

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