Ortigia, «no» al terzo ponte

Siracusa, Archivio

SIRACUSA. «Il terzo ponte in Ortigia è inutile: va demolito quello dei Calafatari, riqualificata la zona e reso pedonale il centro storico». Fabio Granata di «Green Italia» è intervenuto così sulla chiusura del ponte dei Calafatari disposta dal sindaco Giancarlo Garozzo e indica il percorso da affrontare. Il leader di «Green Italia» ha bocciato l’idea di realizzazione di un terzo ponte che possa collegare Riva della Posta a via Eritrea, e punta invece ad attivare una progressiva pedonalizzazione del centro storico e riqualificando lo scenario a ridosso delle Mura Spagnole. «Quello dei Calatafari è stato un ponte nato da una emergenza relativa al Ponte Umbertino - ha detto Granata - e poi rimasto in funzione, nonostante l'obbrobrio estetico ed urbanistico. Ora è il momento di eliminarlo dal prezioso tessuto di Ortigia, demolendolo immediatamente e riqualificando l'area bellissima del Porto piccolo". Granata inoltre ha chiesto un impegno concreto all'amministrazione comunale per ridurre il numero di mezzi in entrata nel centro storico ed in questo senso la vicenda è strettamente legata all'avvio del progetto dei bus elettrici che nei giorni scorsi è stato annunciato dall'amministrazione comunale. «La viabilità può essere serenamente ripensata - ha spiegato il leader di ”Green Italia” - senza creare alcun fastidio ai cittadini e si procederebbe in modo coerente a una idea di Ortigia che ha nella sua pedonalizzazione la "stella polare" per la sostenibilità e la qualità della vita dell'Isola». E a sottolineare che il ponte dei Calafatari andava comunque abolito è anche il coordinatore provinciale di «Articolo 4», Salvo Sorbello. «C’è un parere del Consiglio regionale dei Beni culturali ancora in vigore - dice Sorbello - e che subordinava la realizzazione del cosiddetto ponte di Santa Lucia all’impegno per la demolizione del ponte dei Calafatari. I ponti previsti per Ortigia sono due. Ed un terzo non servirebbe e non è assolutamente previsto». «In questo senso servirebbe a fare chiarezza - dice ancora Sorbello - dotare finalmente il centro storico del nuovo piano particolareggiato scaduto nel 2010. E servono anche il Pum ed il Put. Tra l’altro se è vero che il Comune vuole pedonalizzare Ortigia si ricordi che non può farlo se non si dota di una piano urbano del traffico. Su questi temi si è perso in questi anni tempo prezioso. Ed adesso occorre fare il punto della situazione». Sorbello ricorda anche come la realizzazione del parcheggio Talete era funzionale al progetto di un tunnel sottomarino. Una ”follia” urbanistica e progettuale fortunatamente scongiurata. Intanto a pochi giorni dall’entrata in vigore dell'ordinanza di divieto di transito veicolare e pedonale sul ponte dei Calafatari, non mancano i disagi. Gli automobilisti anche ieri sono rimasti incolonnati su Riva della Posta divenuta l'area di transito per l'uscita dal centro storico. Le proteste non tardano ad arrivare. A cominciare da quelle dei commercianti, come Sebastiano Cantone. «Il piano di viabilità non funziona - dice Cantone - perché le auto confluiscono su Riva della Posta e si crea un blocco in uscita verso il ponte Umbertino. Adesso con la prossima realizzazione degli stalli lungo il margine destro non ci sarà neanche spazio per la sosta e i clienti non si fermeranno più». Ci sono invece alcuni dei titolari delle società che garantiscono il trasporto dei turisti dal Porto grande al Porto piccolo che chiedono una modifica dell'ordinanza della Capitaneria. Quella sul divieto di navigazione ed ormeggio sotto il ponte dei Calafatari. «Ordinanza che non viene rispettata - ha detto un operatore, Luciano La Rosa - e su cui occorre confrontarsi».

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