Noto, ormai è rottura tra «Upc» e il sindaco

NOTO. Ora la rottura c'è davvero: tra Uniti per la città e il sindaco Bonfanti le strade si allontanano. Sempre di più. Tant'è che anche il posto in giunta, per l'annunciata verifica che dovrebbe concretizzarsi prima della fine dell'estate, potrebbe traballare. «Ma noi non siamo alla ricerca di posti al sole», dice l'ultimo entrato nell'Upc, l'ex consigliere comunale Bruno Zani. «Il segretario dell'Upc Maurizio Sessa, nell'ottica di una discussione preparatoria al rimpasto in giunta, ha chiesto più di una settimana fa un incontro al capo dell'amministrazione. Risultato? A tutt'oggi aspettiamo ancora un suo cenno. Questa è la dimostrazione di come e quanto il sindaco tiene al movimento che con i suoi mille e cento voti nel maggio del 2011 ha determinato la sua elezione». Galeotta fu l'espressione dei vertici di Upc: "evitare pasticci portando al governo della città partiti, gruppi o movimenti che non hanno vinto le elezioni". Una dichiarazione che non è piaciuta al sindaco Bonfanti secondo cui «il movimento di Sessa, che nell'ultimo anno di attività si è contraddistinto per la sua inconsistenza politico-amministrativa, al momento conta un solo consigliere comunale (Cristian Tropiano), in quanto l'altro, ossia Gianfranco Pintaldi, transitato da poco, è stato eletto nella lista di Grande Sud, gruppo che ha perso le elezioni». Ma Bonfanti si spinge oltre toccando anche l'attività politica del consigliere Tropiano (del movimento faceva parte anche Simone Mauceri oggi passato con il Centro Democratico): «dov'è il sostegno di Upc? Il consigliere Tropiano non brilla per presenza, né in aula né durante le riunioni della commissione». Insomma, sindaco e Upc hanno l'indice puntato l'uno contro l'altro. E certo non hanno prodotto alcun beneficio le dichiarazioni di altri politici vicini a Bonfanti, tra questi l'ex consigliere provinciale Massimo Prado, che hanno indicato Upc come un "movimento pseudo-politico nato pochi giorni prima delle elezioni comunali solo per dar vita ad una lista dove far candidare un gruppo di persone". Per Sessa però è arrivato il momento di chiudere la partita: "Non replichiamo alle rissose giustificazioni e ai gratuiti attacchi dell'annebbiato ex consigliere provinciale che recentemente ha fatto un passaggio con tanto di benedizione del primo cittadino verso il Nuovo Centrodestra. Non possiamo però non tenere in giusta considerazione l'atteggiamento poco corretto del sindaco. Grazie a Upc, ad alcuni imprenditori che, stanchi della politica dell'accattonaggio, hanno messo in campo la loro forza elettorale, Bonfanti oggi è sindaco. Senza i nostri voti non sarebbe andato nemmeno a ballottaggio. E oggi ci dà enorme fastidio questo suo superbo comportamento».

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