Portopalo, nuovi casi di avvelenamento di animali

PORTOPALO. Tre cani e un gatto trovati morti a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro a Portopalo. È scattato l'allarme esche avvelenate per gli animali nel centro della zona sud. L'ultimo ritrovamento è di ieri mattina quando è stato trovato ormai senza vita il cane di quartiere affidato alla sede locale della Capitaneria di porto. Ma l'episodio di ieri è solo l'ultimo registrato in questi giorni. A confermarlo è il comandante della polizia municipale di Portopalo, Paolo Lentinello. "Negli ultimi tempi abbiamo portato avanti un gran lavoro sul fronte della sterilizzazione e della microchippatura dei cani -ha spiegato Lentinello - e adesso ci troviamo davanti a questi avvelenamenti". La zona in chi sono stati trovati gli animali è quella di contrada Anime sante e nella zona del villaggio Pietro e Paolo dove è presente anche il campo sportivo. I casi di avvelenamento accertati sono due, in entrambi i casi si tratta di cani di quartiere affidati uno alla Capitaneria e uno a un privato. Ma nell'area è stata trovata la carcassa di un terzo cane morto e anche un gatto. A fronte dei due casi sicuri ci sono insomma almeno altri due episodi sospetti che fanno pensare ad altri avvelenamenti. L'aspetto più delicato di tutta vicenda è però legato al ritrovamento da parte di un cittadino di due buste di plastica contenti proprio esche avvelenate. Per attirare i cani sono state utilizzate dei pezzi di carne maiale intrise di veleno. "Abbiamo fatto intervenire i medici del servizio veterinario di Noto - ha continuato il comandante della polizia municipale di Portopalo - per effettuare le analisi di rito sulle carcasse degli animali. È chiaro che il fenomeno è comunque preoccupante anche per il ritrovamento delle buste con altre esche avvelenate". "Sono atti vergognosi messi in atto da vandali e farabutti- ha dichiarato il sindaco di Portopalo Giuseppe Mirarchi - che non possiamo tollerare". Non è un caso che l'amministrazione probabilmente correrà ai ripari, nei prossimi giorni, nel tentativo di evitare altri avvelenamenti.

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