Operatori ecologici senza stipendi, stato di agitazione a Pachino

Siracusa, Archivio

PACHINO. Torna ad esplodere la vicenda rifiuti. Ieri l'Ugl ha disseppellito l'ascia di guerra ed ha dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori del cantiere di contrada Cozzi. Gli operatori ecologici devono ancora ottenere il pagamento di tre stipendi, aprile, maggio e giugno, e sono decisi a protestare in maniera vibrante per far valere i propri diritti. Giovedì mattina una delegazione di lavoratori, i sindacati e i rappresentanti della ditta Busso, hanno incontrato il sindaco, Roberto Bruno, e l'assessore all'Ecologia, Andrea Nicastro. Il problema è sempre lo stesso: l'azienda che gestisce in regime di proroga la raccolta dei rifiuti in città non ha liquidità per poter pagare gli stipendi ai lavoratori, ed ha chiesto all'amministrazione comunale un accredito di somme per poter "rifiatare" e pagare gli arretrati ai dipendenti. Oltretutto, in questi giorni è previsto pure il pagamento della quattordicesima mensilità. "Siamo allo stremo - è l'urlo di disperazione degli operatori ecologici -, siamo strangolati dai debiti e le economie delle nostre famiglie non riusciamo più a riassestarle". I sindacati e la ditta hanno chiesto all'amministrazione l'accredito di somme ma dal dibattito al palazzo municipale di via XXV Luglio sarebbe sorto uno scontro tra amministrazione, sindacati e impresa. Da ciò che circola tra gli uffici del palazzo comunale, dalle casse dell'ente nei mesi successivi sarebbero uscite somme di gran lunga superiori al costo del capitolato d'appalto. Ma di pagare gli stipendi degli operai non se ne parla. In questi giorni, infatti, il sindaco Bruno e l'amministrazione comunale sarebbero al lavoro per approfondire la vicenda e ricalcolare tutti i mandati pagati all'impresa Busso. Dal canto loro, i lavoratori, chiedono solo di ottenere gli stipendi. Così ieri l'Ugl ha dichiarato lo stato di agitazione degli operatori ecologici, una presa di posizione che potrebbe sfociare in una protesta più drastica. Intanto, si profila un "muro contro muro" ed a farne le spese potrebbe essere la pulizia della città e del borgo marinaro di Marzamemi.

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