Rosolini, si trova di fronte ai ladri: si sente male e muore

ROSOLINI. Muore a 30 anni per arresto cardiaco: il suo cuore, già malandato, non ha retto allo stress per la vista dei ladri che poco prima avevano cercato di rubare un trattore dalla sua azienda agricola. È deceduto così Sebastiano Candiano, 30 anni, da sempre impegnato nella gestione della conosciutissima azienda di famiglia “Fratelli Candiano” diretta dal padre e dallo zio. Il tentativo di furto, che ha avuto il tragico epilogo, è avvenuto lunedì sera verso le 22, in contrada Bufalefi, in territorio di Noto ma a due passi dal centro di Rosolini. La dinamica del furto è ancora sotto il vaglio delle forze dell’ordine che adesso stanno cercando di raccogliere indizi per fare piena luce sulla vicenda.
Lunedì sera, come raccontano gli affranti familiari, verso le 21,30, la chiamata del custode del capannone di contrada Bufalefi per avvertire dell’intrusione di ignoti individui che, nel frattempo, erano riusciti a portare via un trattore. Sono bastati pochi minuti ai titolari dell’azienda per fare un giro di chiamate e presentarsi in massa in contrada Bufalefi per ispezionare tutta la zona. Tra questi, a dar manforte, anche il trentenne Sebastiano Candiano. Arrivati sul posto è iniziata la ricerca del mezzo che è stato ritrovato poco lontano dal capannone. Ma nelle operazioni di ricerca Sebastiano si sarebbe imbattuto a tu per tu con i ladri: si sarebbe sentito accerchiato e alla loro vista, forse per la forte emozione, avrebbe avuto un mancamento, accasciandosi a terra.
A intervenire per primi per prestare soccorso al trentenne sono stati gli stessi familiari che, a quel punto, si sono disinteressati dei ladri. Hanno cercato in tutti i modi di strapparlo alla morte praticando subito un massaggio cardiaco che sembrava aver dato un esito positivo. Sebastiano sembrava essersi ripreso ed è partita prontamente la corsa per raggiungere l’ospedale “Trigona”. Ma al nosocomio netino Sebastiano non arriverà mai in vita: nel tragitto in macchina, infatti, un nuovo arresto cardiaco gli è stato fatale.
Sebastiano Candiano, da circa un anno, era in cura da un cardiologo per alcuni problemi al cuore, un particolare che in pochi sapevano: il trentenne lo avrebbe tenuto nascosto ai parenti che ne sarebbero venuti a conoscenza solo nel corso dell’emergenza. Ragazzo sempre allegro e solare si era dedicato all’azienda di famiglia con spirito di sacrificio, lavoro che svolgeva con serietà e professionalità sin dalle prime ore del mattino. Lascia nella disperazione e nello strazio i genitori, i famigliari, lo zio ed i cugini tra cui l’ex consigliere comunale de “L’Idea”, Andrea Candiano. La sua abitazione di via Sampieri è stata meta per tutta la giornata di parenti ed amici.

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