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Giunta di Siracusa, Garozzo licenzia Lo Giudice: è scontro nel Pd

SIRACUSA. Il sindaco Giancarlo Garozzo ”licenzia” l’assessore Alessio Lo Giudice, rompe con i ”cuperliani” e provoca la reazione immediata del deputato regionale Bruno Marziano che con un vero e proprio editto spinge ”fuori dal Pd” il primo cittadino. Ha provocato un vero e proprio terremoto la decisione del sindaco di ritirare le deleghe assessoriali a Lo Giudice. Un cartellino rosso, quello di Garozzo, destinato non solo all’ormai ex assessore ma anche a quell’anima del partito che fa riferimento al deputato nazionale Pippo Zappulla e proprio a Marziano. Quelle tra il ”renziano” e il deputato regionale sembrano solo le prime bordate di una guerra destinata a ad avere pesanti ripercussioni non solo per il Pd ma per anche per il destino dell’amministrazione che per la prima volta dopo 15 anni ha visto il ritorno del Centrosinistra al governo. Dopo le dimissioni di sei degli otto assessori comunali, il primo cittadino sembrava intenzionato ad aspettare le decisioni dello stesso Lo Giudice e di Fabio Moschella indicato dall’area Dem del Pd. Le dichiarazioni del consigliere del Pd Simona Princiotta e di Zappulla, ieri mattina, sulla gestione degli asili nido hanno però mandato in frantumi questo quadro. «Da troppo tempo – ha dichiarato il sindaco – questa amministrazione fa finta di niente davanti a continui attacchi da parte dei ”cuperliani”. Non possono certo pensare di stare con un piede dentro l’amministrazione e con l’altro fuori, portando avanti una politica demagogica». Il primo cittadino ha così rotto gli indugi ritirando le deleghe a Lo Giudice che paga in questa maniera l’essere esponente di riferimento di una delle aree del Pd. «Non posso accettare che ci si inventi una conferenza per dire bugie su bugie – aggiunge Garozzo -. Perfino l’opposizione non porta avanti posizioni così strumentali». Diversa invece la posizione di Moschella perché ”l’area Dem fino a questo momento si è posta in maniera diversa e più responsabile in consiglio comunale”. Durissima la replica di Marziano. «Ci troviamo davanti a un gravissimo atto di arroganza e di prevaricazione politica che non mette Lo Giudice fuori dall’amministrazione ma Garozzo fuori dal Pd». Il parlamentare regionale lascia da parte ogni cautela e parla di ”una vendetta immotivata” e di una ”sfrontatezza di un gruppo di potere che sta usando l’amministrazione non per svolgere un servizio a Siracusa ma per raggiungere obiettivi inconfessabili”. Poi arriva l’anatema. «Se questo strappo violento dei rapporti politici all’interno del Pd non dovesse essere recuperato – chiarisce Marziano – non potrei fare altro che considerare quella di Garozzo l’amministrazione di una lista civica non collegata in alcun modo al Pd. Spero che questa decisione tanto inopinata possa essere rivista altrimenti mancherebbero le condizioni minime per stare nello stesso progetto». Replica per le rime a Garozzo anche Lo Giudice. «Con questo atto – ha dichiarato Lo Giudice – Garozzo si è assunto una responsabilità politica molto grave nei confronti della città. La motivazione con la quale giustifica questa scelta non ha nulla di politico ma è legata a giochi di bottega. Non ha senso dirsi renziani quando si utilizzano logiche identiche a quelle di chi ha governato in passato. Bisogna adesso chiedersi se il Pd possa ancora stare dentro questa giunta».

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