La chiusura di Cava Grande dopo l'incendio, ambientalisti di Avola: «Mettere in sicurezza il costone»

AVOLA. «Predisponiamo noi con un incarico affidato ad un comitato di volontari esperti, un progetto con il relativo preventivo di spesa per i lavori urgenti di messa in sicurezza del costone bruciato della riserva naturale di Cava Grande del Cassibile ad Avola Antica, il versante destro che conduce ai laghetti, in maniera salvare la stagione turistica anche per un solo mese. Se aspettiamo l'intervento della Regione e dell'Azienda foreste anche questa volta come due anni fa, passerà almeno un anno». È forse provocatoria la proposta lanciata al termine dell'incontro che si è svolto sabato pomeriggio al municipio di Avola tra i responsabili delle associazioni ambientaliste, da Legambiente a Caciparis, Pro Loco, Verdi ed ancora Acquanuvena e SiciliAntica, imprenditori della zona montana e l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Massimo Grande. Ha dato forfait per altri impegni istituzionali l'assessore regionale all'Agricoltura, Ezechia Reale, con il quale tutti volevano discutere della questione della gestione della riserva naturale di Cava Grande, ritenuta fallimentare da imprenditori, amministratori comunali e parte delle associazioni, nonché sapere dei tempi di intervento per ripristinare la fruibilità del versante bruciato la settimana scorsa dell'area di Avola Antica.
Da mercoledì l'ingresso della riserva di Cava Grande è stato chiuso con ordinanza dell'Azienda foreste. Associazioni e soprattutto gestori di attività commerciali della zona montana si sono detti convinti che la stagione turistica a Cava Grande è ormai persa. L'incendio ha interessato circa 94,87 ettari di riserva, tra cui l'ingresso ai laghetti. Per gli interventi di pulizia e messa in sicurezza l'azienda foreste ha fatto sapere, diversamente da questo detto nell'incontro, di non aver dato alcun incarico esterno ad un agronomo per ispezionare il costone andato in fiamme. Tutti d'accordo o quasi, al termine dell'incontro, di conferire l'incarico ai volontari specialisti delle associazioni, tra cui Enzo Belfiore di Legambiente, per predisporre un progetto con relativi costi per i lavori di pulizia. Progetto che verrà presentato in settimana all'amministrazione per l'eventuale autorizzazione, considerato che la particella bruciata nella riserva risulta di proprietà del comune di Avola.

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