Priolo, «tremila operai in sciopero per il contratto»

PRIOLO. Operai metalmeccanici in sciopero per quattro ore domani in tutta la zona industriale di Priolo. La mobilitazione è stata proclamata dalle segreterie provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil per protestare contro il mancato rinnovo da parte di Confindustria del contratto integrativo provinciale scaduto dal 2010. Lo sciopero che, secondo i sindacati riguarda una platea di 3 mila unità, si svilupperà in due momenti. Domani le tute blu si fermeranno dalle 8 alle 10 con un volantinaggio davanti alle portinerie del polo industriale dalla Sasol di Augusta fino agli impianti Sud di Isab. Il blocco delle attività di lavoro proseguirà poi dalle 15 alle 17 e rientra in un pacchetto di 24 ore di sciopero deciso nei giorni scorsi dai sindacati con il blocco dello straordinario.
«È una protesta per dire di no alle pretese di Confindustria - hanno detto i segretari provinciali di Fiom, Fim e Uilm, Sebastiano Catinella, Gesualdo Getulio e Marco Faranda - e dare una scossa al mondo delle imprese secondo cui nel nuovo contratto integrativo provinciale non dovranno essere inserite le indennità relative al premio straordinario annuo che si aggira intorno ai 1.500 euro che viene percepito ad agosto oltre alle indennità di viaggio. In tutti gli altri siti industriali viene riconosciuta ed assegnata la quattordicesima così come è avvenuto peraltro fino allo scorso anno. Non comprendiamo per quale ragione non debba essere garantita a partire da quest'anno». La mobilitazione si inquadra poi anche nella richiesta avanzata da mesi dalle rappresentanze sindacali per rivedere le procedure di assegnazione negli appalti, inserendo una clausola che garantisca la continuità occupazionale dei lavoratori di aziende a cui non venga rinnovato il contratto di appalto. «Quell'accordo sulla legalità negli appalti all'interno della zona industriale va rivisto ed aggiornato - hanno spiegato i segretari provinciali di Fiom, Fim e Uilm - per garantire il rispetto di sicurezza ed il reimpiego dei lavoratori in caso di cambio tra le aziende in uno stesso appalto. Noi chiediamo univocità e trasparenza all'interno del polo industriale. Non vogliamo che ci possa essere un'azienda favorita rispetto ad un'altra. Siamo disponibili a tornare a dialogare su un provvedimento che abbia come priorità la pari dignità per i lavoratori, il rispetto degli accordi ed un nuovo corso nel sistema degli appalti».

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