Ricorso sul voto di Siracusa, «no» del Tar: Greco va al Cga

Siracusa, Archivio

SIRACUSA. Il Tribunale amministrativo regionale di Catania ha dichiarato innamissibile il ricorso presentato dall’ex senatore Franco Greco e riguardante la mancata attribuzione, a suo dire, di circa duemila voti, in occasione delle ultime elezioni che lo hanno visto candidato sia alla carica di sindaco che a quella di consigliere comunale. Un pronunciamento quello del Tar che Greco ha deciso di impugnare rivolgendosi al Consiglio di giustizia amministrativa. L’ex senatore pone l’attenzione innanzitutto sulla ”confusione” che secondo lui genera l’utilizzo di un’unica scheda per l’elezione del sindaco e del consigliere. Greco che si è sempre dichiarato a favore delle schede separate nel ricorso presentato «ha sollevato questione di legittimità costituzione - si legge in una nota diffusa dallo stesso ex senatore - della legge regionale introduttiva del cosiddetto voto disgiunto , vale a dire sindaco e consiglio comunale, nella parte in cui non è sancita la previsione di adottare le schede separate per la manifestazione dei due voti: l’uno per il sindaco e l’altro per il rinnovo del consiglio comunale, così da evitare confusione tra gli elettori». «L’aver lasciato che l’espressione del voto del cosiddetto voto disgiunto avvenga pur sempre in un’unica scheda elettorale - spiega Greco - genera confusione nell’elettorato il quale facilmente può cadere in errore durante l’esercizio del diritto di suffragio, non essendo la maggioranza del corpo elettorale, sufficientemente edotta nel districarsi nel complesso meccanismo stabilito per la manifestazione della propria volontà». Per Greco dunque «il sistema delineato dalla norma vigente appare lesivo del fondante principio costituzionale di sovranità popolare e del relativo esercizio».
Forti le riserve che l’ex senatore ha espresso sulla decisione assunta dai giudici del Tar. Greco sostiene che il suo ricorso «è ammissibile e non meramente esplorativo come ritenuto in primo grado dal Tar, perchè contrariamente all’assunto dei giudici - dice - contiene specifici e dettagliati motivi che hanno messo in luce tutti i vizi che in sede di scrutinio hanno condotto all’annullamento in quasi tutte le sezioni elettorali siracusano di oltre duemila voti che sicuramente andavano attribuiti alla lista ”un volto pulito-lista Franco Greco”». Secondo Greco, che è stato in passato anche vicesindaco del Comune con l’amministrazione Dell’Arte e che immancabilmente scente in campo per le amministrative con una propria candidatura alla massima carica amministrativa accompagnata da una lista per il consiglio comunale, «i componenti dei seggi elettorali, il più delle volte, vuoi per difetto di preparazione in materia, non hanno tenuto conto che la sua candidatura era sia per sindaco che per consigliere comunale, ragiune per cui - dice - l’aver indicato il nome e cognome nella scheda costituiva non già un segno di indentificazione, bensì la legittima espressione di preferenza al candidato consigliere comunale».

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