Pachino, "La riserva di Pantani pone a rischio l’agricoltura"

PACHINO. "La riserva dei Pantani metterebbe a rischio la sopravvivenza di numerose aziende agricole del territorio". Il consorzio di tutela "Igp pomodoro di Pachino" ha ribadito la contrarietà al decreto regionale con cui è stata istituita la riserva "Pantani della Sicilia sud orientale". Il 24 giugno è prevista l'udienza della Corte costituzionale, per decidere se la legge regionale in materia di parchi e riserve del 1981 è conforme alla Costituzione oppure, come sostengono gli esponenti del consorzio, dovrebbe essere dichiarata illegittima. Nel 2011, infatti, il consorzio si è opposto al decreto della regionale sull'istituzione della riserva nelle aree umide tra Pachino, Portopalo, Ispica e Noto. "La legge regionale - ha dichiarato il legale del consorzio, Giuseppe Gambuzza - presenta diversi profili di incostituzionalità perché prevede quale unica forma di partecipazione dei comuni al procedimento di istituzione delle riserve naturali regionali la possibilità di formulare osservazioni nei confronti della proposta di piano regionale dei parchi e delle riserve naturali".
Però, il diritto di partecipazione introdotto da una legge del 1991 in favore degli enti locali, secondo quanto sostiene il legale del consorzio, prevede il procedimento di istituzione della singola area protetta e si realizzerebbe anche "mediante lo svolgimento - ha proseguito Gambuzza - di conferenze per la redazione di un documento di indirizzo che abbia ad oggetto i diversi aspetti naturalistici, economici e sociali coinvolti dalla istituzione della riserva". Il timore dei componenti del consorzio, ed anche di una sostanziosa fetta del comparto agricolo, è l'ipotesi che l'avvio della riserva potrebbe ingessare il territorio: niente nuove serre, niente possibilità di sostituzione delle vecchie. Intere aree acquisterebbero una rigidità che rischierebbe di far morire le aziende. Sono stati diversi i tentativi di mediazione con la Regione, tra le proposte c'era quella di salvare integralmente le zone considerate "A", ovvero gli specchi d'acqua, e diminuire le zone "B", i terreni di riserva e pre riserva attorno ai pantani. Ma non sono stati trovati accordi, così il consorzio di tutela si è appellato all'incostituzionalità della legge regionale. Ed il primo ricorso è stato presentato al Tar di Catania, che a luglio del 2013 ha ritenuto rilevante ai fini della decisione, e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale delle norme regionali che regolamentano la istituzione dei Parchi e delle riserve, presentata proprio dal consorzio di tutela. Pochi giorni dopo, il Cda ha dato mandato all'avvocato Giuseppe Gambuzza di costituirsi in giudizio davanti alla Corte costituzionale per difendere gli interessi dei produttori del comprensorio. E l'udienza si terrà il 24 giugno a Roma.

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