Siracusa: Conad chiude un altro punto vendita E i dieci dipendenti restano a spasso

SIRACUSA. Ha chiuso definitivamente i battenti da alcuni giorni il punto vendita della Conad di viale Epipoli con l’avvio delle procedure di disoccupazione per dieci unità. Il supermercato che si trova nell’area a ridosso di un centro sportivo ha cessato da alcuni giorni le attività come indicano i cartelli esposti fuori dalla struttura a causa della contrazione dei volumi d’affari. Già a fine maggio erano state bloccate le forniture di merce e gli scaffali erano stati rapidamente svuotati dalla clientela. I dipendenti saranno sostenuti da un’indennità di disoccupazione per la durata di otto mesi, ma a preoccupare è la cadenza ormai frequente delle chiusure delle attività commerciali legate anche ai generi alimentari tra città e provincia. Un’emergenza che era stata già segnalata dal presidente provinciale della Confesercenti, Arturo Linguanti già alla fine dello scorso anno. «I dati sono allarmanti – ha spiegato Linguanti – e riguardano in massima parte le piccole e medie imprese che operano nel settore del commercio. Stiamo vivendo ormai la chiusura di intere realtà non solo nelle zone centrali della città come corso Matteotti, corso Gelone, via Tica e via Tisia, la situazione è generale e sta colpendo anche le zone periferiche. Lo scorso anno hanno cessato l’attività ben 327 attività e mediamente sono stati oltre 600 i posti di lavoro persi. Chiediamo alle banche di immettere maggiore liquidità, facilitando l’accesso al credito, dimostrando così di avere più fiducia nelle imprese». Tra città e provincia i punti vendita di Conad che hanno cessato l’attività sono quello di Melilli con 30 unità attualmente in mobilità e la struttura di vendita di viale Epipoli con i 10 addetti in disoccupazione. Chiusure che si sommano a quelle dei punti vendita di Despar in corso Umberto con la perdita di 16 posti di lavoro, Oviesse ed Upim con altre 15 unità che sono rimaste senza occupazione.
«Al di là dell’effetto crisi una delle maggiori difficoltà degli imprenditori nel mantenere il fatturato – ha sottolineato il presidente provinciale di Confcommercio, Sandro Romano – la causa è legata al calo dei consumi, oltre che alla riduzione netta del 12 per cento residenti che hanno deciso di emigrare verso il Nord Italia a causa della disoccupazione. La città così come dimostrano gli ultimi due censimenti ha perso 15 mila abitanti». Vi. Cor.

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