A Priolo calano le commesse, operai in cassa integrazione

Settore edile a picco nella zona industriale dove è emergenza occupazionale, l’ultimo caso, segnalato dalla Fillea, riguarda 16 lavoratori edili della Cogeital

PRIOLO. Settore edile a picco nella zona industriale dove è piena emergenza occupazionale. L'ultimo caso segnalato dalla segreteria provinciale della Fillea, la federazione che rappresenta i lavoratori edili della Cgil, riguarda l'apertura della cassa integrazione per 16 operai della "Cogeital", azienda dell'indotto nell'area industriale di Priolo. La cassa integrazione è stata avviata a causa della contrazione delle commesse ed avrà una durata di 13 settimane. Una vera e propria emorragia secondo il sindacato che ha coinvolto altre aziende del comparto edile come "Sics", "Turco Costruzioni" ed "Asco" che hanno rinnovato le procedure di cassa integrazione per altre tredici settimane. «Complessivamente le procedure riguardano un bacino di 130 unità - ha detto il segretario provinciale della Fillea Cgil, Domenico Bellinvia - praticamente il settore nell'area industriale di Priolo è al momento fermo, a causa dell'assenza di investimenti sulle manutenzioni degli impianti. Un fatto questo che preoccupa perché l'organico complessivo degli edili nel polo petrolchimico riguarda 200 unità. L'emergenza anche se è ciclica per gli edili, coinvolge l'intero indotto in particolare quello metalmeccanico e dei chimici. Per questo vogliamo proporre alle segreterie provinciali in maniera unitaria un confronto con le committenti per verificare insieme quelle che siano le prospettive». Discorso a parte secondo la Fillea è poi legato alle opere riguardanti l'ammodernamento delle banchine del porto di Augusta e il raddoppio della strada Ragusa-Ctaania che attraversa il territorio della provincia e che come opera attende la firma della convenzione da parte del ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi. Altro tema caldo per gli edili è relativo al lavoro nero, che secondo il sindacato è in netta crescita e tocca una percentuale del 50 per cento in provincia. Anche per questo sabato prossimo le segreterie provinciali di Fillea, Filca e Feneal, insieme ai vertici di Inail e dell'Ispettorato dle lavoro terranno un convegno per illustrare dati e formulare proposte necessarie ad affrontare l'emergenza in provincia. «Abbiamo la sensazione che l'emergenza lavoro in particolare di questo settore sia stata finora sottovalutata dalla classe politica anche locale - ha specificato Bellinvia - negli ultimi tre anni il comparto ha subito la perdita di 2.500 posti di lavoro in provincia». Una boccata d'ossigeno importante per l'indotto potrebbe arrivare dal protocollo d'intesa siglato nei giorni scorsi dal presidente della Regione, Rosario Crocetta insieme all'assessore regionale alle Attività produttive, Linda Vancheri e i vertici delle aziende operanti nelle attività petrolifere per la realizzazione di impianti ed iniziative di ricerca, in particolare Assomineraria, Enimed ed Edison Sicilia. Intesa che è stata annunciata dal presidente della commissione Attività produttive dell'Ars Bruno Marziano, e che vede progetti ed investimenti nei poli industriali siciliani per complessivi 2 miliardi e 400 milioni di euro, tra i quali il rilancio delle aree metalmeccaniche di Punta Cugno e Marina di Melilli.

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