Acqua, il prefetto di Siracusa: «Per un anno la gestione ai privati»

La decisione concordata con il commissario Ortello: «Nessuna alternativa, bisogna salvaguardare la continuità del servizio e preservare i livelli occupazionali»
Siracusa, Archivio

SIRACUSA. La gestione del servizio idrico ad «Aqualia». È l’esito della lunga riunione di ieri in Prefettura. Manca ancora la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del disegno di legge sul servizio idrico, quindi gli impianti andranno al gestore privato. Lunedì scade l’esercizio provvisorio della curatela fallimentare e la decisione spetta al prefetto. La soluzione sarebbe transitoria in attesa che possa essere definita la nuova legge regionale. Ipotesi considerata ”più giusta” anche per tutelare i posti di lavoro dei dipendenti di «Sai 8». Alle 12 erano convocati i sindaci dei 10 Comuni che hanno consegnato gli impianti al gestore, alla presenza del prefetto Armando Gradone e al commissario dell’Ato idrico Mario Ortello, dei rappresentanti della curatela fallimentare, del giudice e di «Aqualia». Gestione per un anno, quindi, anche se la holding spagnola avrebbe ribadito di aver predisposto un piano industriale per cinque anni. La riunione si è conclusa solo dopo le 18 tra i malumori di molti sindaci. «Abbiamo sentito tutti - osserva Ortello - ma la soluzione, in attesa della legge, è quella di affidare il servizio ad Aqualia. Occorre tutelare non solo la collettività ma anche i dipendenti e assicurare la continuità del servizio». La decisione è stata assunta anche sulla base dei chiarimenti forniti dal giudice sui profili giuridici della procedura disposta dall’ufficio fallimentare. Soluzione adottata così per ”salvaguardare il primario interesse dei cittadini alla continuità del servizio - come riporta una nota della Prefettura - tenuto conto anche dell’approssimarsi del periodo estivo e della prioritaria esigenza di preservare interamente i livelli occupazionali e quelli impiegati nell’indotto”. L’unica soluzione quindi è l’affitto dell’azienda ”prescelta dall’ufficio fallimentare - si legge nella nota -, tenuto conto anche dei meccanismi di controllo pubblico previsti”. Dure le critiche: i sindaci di Noto, Floridia, Solarino, Buccheri hanno ribadito la volontà di riavere gli impianti. Ma l’incognita è la mancata pubblicazione del disegno di legge regionale «Vinciullo-Di Marco» che potrebbe equipararli agli altri Comuni che hanno gli impianti. «La mia opinione rimane sempre la stessa - sottolinea il sindaco di Noto Corrado Bonfanti - noi vogliamo gli impianti». Dello stesso orientamento anche il sindaco di Portopalo Michele Taccone ”vorremmo l’acqua pubblica - afferma - ma non essendo stata pubblicata la legge mancano le dovute garanzie”; il sindaco di Floridia Orazio Scalorino e di Buccheri Alessandro Caiazzo ribadiscono di volere gli impianti, mentre il sindaco di Lentini Alfio Mangiameli ha sottolineato la necessità di una legge regionale ”che va fatta entro un anno - spiega - per mettere nelle condizioni i Comuni di essere equiparati agli altri”.

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