Ad Augusta la gestione dell’acqua resta ancora ai privati

AUGUSTA. Si al ritorno all'acqua pubblica ad Augusta, ma non nell'immediato quando il servizio idrico tornerà ad essere affidato ad un privato. Rimane sempre ferma la decisione della commissione straordinaria del Comune sulla delicata questione della gestione idrica in città, anche dopo la recente approvazione all'Ars del disegno di legge che dà la possibilità anche ai dieci comuni del siracusano - tra cui quello megarese - che a suo tempo consegneranno gli impianti idrici alla "Sai 8" (oggi fallita) di gestire d'ora in poi il servizio in proprio. «Certamente la gestione idrica ad Augusta diventerà pubblica - fa sapere Francesco Puglisi, uno dei tre commissari straordinari del'Ente che sta partecipando agli incontri con gli altri comuni, la curatela fallimentare e l'Ato idrico per decidere sul da farsi- l'intenzione di utilizzare le risorse del Comune c'è ma non nell'immediato, non è infatti possibile prendere in mano al momento la gestione diretta del servizio. Non c'è solo la questione della bollettazione e ricostituire l'ufficio idrico per la riscossione diretta delle bollette, ma ci sono anche gli interventi da fare sulla manutenzione delle tubazioni, che hanno di certo un costo».
I tempi ormai sono veramente stretti visto che la scadenza della gestione della curatela fallimentare è per il prossimo 26 maggio. Ci si affida anche al prefetto di Siracusa che per martedì prossimo ha convocato un incontro con i sindaci, il commissario dell'Ato idrico e della curatela fallimentare «in cui si dovrà definitivamente affrontare la questione e potrebbe anche arrivare un provvedimento d'urgenza del prefetto se non ci sarà un accordo con la società spagnola Aqualia che era stata disponibile in un primo momento ad accettare la gestione idrica di dieci comuni ma non per un anno soltanto».

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