Noto, villetta di Ercole: è polemica sui lavori

NOTO. «Quell'intervento è sbagliato e l'assessore autore della scelleratezza farebbe bene a dimettersi. E anche subito». L'invito per Corrado Bianca (Pd), titolare della rubrica Igiene urbana e Riqualificazione aree a verde, arriva da Daniele Manfredi, tecnico e assessore al Welfare fino allo scorso ottobre (in quota al movimento Uniti per la città), che ha definito una «vera oscenità» le operazioni di potatura e rifacimento di siepi e aiuole eseguite in piazza XVI maggio, all'interno della villetta di Ercole, lungo il tratto finale del corso Vittorio Emanuele, salotto buono della città, dove si fronteggiano la settecentesca chiesa di san Domenico e il Teatro comunale. Manfredi non è il solo ad aver criticato apertamente, e aspramente, l'intervento di riqualificazione dell'ottocentesco giardino: anche le tre associazioni ambientaliste (Natura sicula, Sciami, Case Sparse dell'agro netino) hanno definito quelle operazioni, destinate a rendere più bella la villetta di Ercole, «un misto di ignoranza e arroganza». Stando a quanto assicurato dai responsabili dei tre sodalizi di ecologisti pare che anche la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Siracusa si sia già attivata chiedendo «l'immediato ripristino dello storico giardino tanto caro ai netini in un solo colpo distrutto da una colata di ignoranza e arroganza sotto forma di prato inglese e volgare pietrisco. E ora, a cose fatte - affermano i vertici delle associazioni -, non resta che smantellare, anche perché qualsiasi intervento a Noto, soprattutto nelle aree monumentali, dovrebbe essere caratterizzato da prudenza, accortezza, rispetto per storia e tradizione fino al coinvolgimento, oltre che delle istituzioni, della città. Insomma si è operato come se quel giardino, protetto dalla legge, appartenesse a una casa privata. Nell'intervento, insieme alla Soprintendenza, non è stato coinvolto nemmeno l'Ufficio Unesco». Seppure l'allarme sia stato lanciato, e a quanto pare prontamente raccolto, l'ex assessore Manfredi guarda al prossimo futuro e avverte: «considerato che a breve si darà il via anche ai lavori di riqualificazione della villa comunale, occorre stare molto attenti. Evitiamo che si facciano altre simili disastrose operazioni». Appena qualche giorno fa, quando il malcontento non era ancora del tutto esploso, l'assessore Bianca aveva magnificato quei lavori definendoli «necessari per strappare la villetta al degrado. Il radicale intervento - sono parole dell'assessore - ha avuto il solo obiettivo di ridare decoro e far rinascere un giardino che non c'era più». Una dichiarazione che non è però piaciuta all'ex assessore Manfredi secondo il quale «non è sufficiente fare un raffronto fra com'era l'area prima e com'è oggi. Occorre piuttosto dire se l'intervento odierno è coerente e rispettoso della tradizione». Per nulla favorevoli al nuovo stile anche gli abituali frequentatori della villetta. «Ieri - dice un anziano - alcuni ragazzi si rincorrevano all'interno del giardino spargendo il pietrisco un po' ovunque, persino sul prato. In queste condizioni gestire l'ordinaria manutenzione sarà veramente difficile».

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